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Per uscire dal passo carraio i residenti si tagliano l’erba

La vegetazione cresce a dismisura, una foresta all’ex deposito dell’Aeronautica A Cadoneghe un “bosco” ha invaso la rotatoria tra via Rigotti e via Palladio





Erba alta quanto una persona lungo le strade, l’ex caserma dell’aeronautica invasa dalle erbacce, rotonde ingombre da vegetazione fitta come una giungla. Il refrain di questa estate calda e al tempo stesso piovosa è quello della manutenzione del verde. Che lussureggia un po’ troppo, di sicuro più velocemente degli sfalci programmati dai Comuni.



A postare spesso foto che mostrano l’altezza dell’erba lungo i cigli stradali è il consigliere di minoranza, Moreno Boschello, che sottolinea come «s ...

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Erba alta quanto una persona lungo le strade, l’ex caserma dell’aeronautica invasa dalle erbacce, rotonde ingombre da vegetazione fitta come una giungla. Il refrain di questa estate calda e al tempo stesso piovosa è quello della manutenzione del verde. Che lussureggia un po’ troppo, di sicuro più velocemente degli sfalci programmati dai Comuni.



A postare spesso foto che mostrano l’altezza dell’erba lungo i cigli stradali è il consigliere di minoranza, Moreno Boschello, che sottolinea come «sempre più cittadini, per uscire con l’automobile dal proprio passo carraio, devono tagliarsi l’erba dei cigli stradali comunali, altrimenti non hanno visibilità e rischiano quotidianamente l’incidente». Altro cruccio del consigliere riguarda lo stato in cui versa l’ex deposito dell’aeronautica, ormai di proprietà comunale. «Perché la caserma è ritornata in queste condizioni ora che è stata ceduta, attraverso la permuta e il federalismo demaniale, al Comune?» domanda Boschello. «Non era così nemmeno quando non avevamo titolo per entrarci. Sembra una delle tante caserme dismesse e terra di nessuno, abbandonate in attesa che qualcuno se ne interessi o che la vegetazione si rimpossessi e faccia “vendetta” del cemento». Secondo il sindaco (e deputato della Lega) Adolfo Zordan, il numero di sfalci è sufficiente, ma è la stagione ad essere inclemente. «Il contratto per la manutenzione del verde pubblico prevede un intervento ogni mese da aprile a ottobre» replica, infatti, il primo cittadino. «Gli interventi sono e saranno svolti con puntualità attraverso le ditte incaricate che si occupano anche delle banchine con tre interventi, più uno supplementare».



A Cadoneghe è l’arredo urbano a creare problemi alla visibilità: in particolar modo il “bosco” che invade la rotatoria tra via Rigotti e via Palladio, che impedisce ai veicoli di vedere chi arriva nell’altro senso, e l’aiuola spartitraffico accanto al cimitero, un vero pericolo perché nasconde i ciclisti in transito agli automobilisti che svoltano in via Augusta. Nel corso dell’ultima seduta del parlamentino municipale i consiglieri Andrea Benato e Alessandro Gobbo (Centrodestra Cadoneghe-Forza Italia) hanno provato a chiedere un ridimensionamento del verde in quei due punti, ricevendo, però, risposta negativa. «È capitato anche a me di trovarmi davanti all’auto, all’improvviso, un bambino in bicicletta vicino al cimitero, perché l’aiuola lo nascondeva. Fortuna che andavo piano» ha detto Gobbo. «Abbiamo spuntato la vegetazione, ma per il momento non è nei nostri programmi la modifica dell’ornamento di rotonde e aiuole» ha replicato l’assessore Enrico Nania.



A Limena ci sono due case abbandonate, che appartengono ad Enel, in vendita da tempo: una tra via Mazzini e via San Giovanni Bosco e l’altra in via Santi Felice e Fortunato. Nel giardino vi sono le cabine elettriche, ma anche tanta vegetazione che non viene curata. Risulta impossibile però potervi entrare a sfalciare per chiunque altro non sia operatore di Enel, che però non è così tempestivo nella manutenzione. E questo crea diversi problemi, per la presenza di insetti e animali infestanti, ad alcune abitazioni private che vi sorgono accanto. —