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Famiglia già colpita dal dolore Lo scorso anno morì Vittorio

L’ingegnere figlio di Maria Barci e fratello di Silvana Carli stava pedalando nel Vicentino quando cadde per un ramo finito fra i raggi di una ruota

CARMIGNANO

Poco più di un anno fa un altro grave lutto aveva funestato la famiglia Carli. Era il 23 aprile. Il figlio di Maria Barci, Vittorio Carli, ingegnere di 64 anni, cadde rovinosamente sull’asfalto a Sarcedo, in località Barcon, in direzione Thiene, nel Vicentino.

Una tragedia in cui il destino mise tutta la sua drammatica fatalità: da quel che emerse dalla ricostruzione dell’accaduto, un ramo finì tra i raggi della bicicletta di Carli, lui si schiantò a terra e perse la vita, nonostant ...

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CARMIGNANO

Poco più di un anno fa un altro grave lutto aveva funestato la famiglia Carli. Era il 23 aprile. Il figlio di Maria Barci, Vittorio Carli, ingegnere di 64 anni, cadde rovinosamente sull’asfalto a Sarcedo, in località Barcon, in direzione Thiene, nel Vicentino.

Una tragedia in cui il destino mise tutta la sua drammatica fatalità: da quel che emerse dalla ricostruzione dell’accaduto, un ramo finì tra i raggi della bicicletta di Carli, lui si schiantò a terra e perse la vita, nonostante indossasse il caschetto protettivo. Era partito da casa di buon mattino con un gruppo di amici dell’Alta Padovana, inutili furono i disperati tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del Suem.

La tragedia segnò tre comunità perché l’ingegnere, nato a San Pietro in Gu e trasferitosi nel 2009 a Piazzola, aveva a lungo abitato a Carmignano. Carli si era laureato in Ingegneria a Padova. Aveva lavorato in vari comuni, diventando poi dirigente del settore sicurezza e prevenzione del capoluogo berico.

A Carmignano aveva collaborato con l’amministrazione comunale negli anni 80 facendo anche parte della commissione edilizia. In paese, dove la famiglia un tempo gestiva il bar alla stazione lungo la statale 53 Postumia, lo si vedeva spesso. E quando poteva si metteva in sella alla bici per qualche escursione con gli amici. Come quella maledetta domenica di aprile, quando si ritrovarono per arrivare a San Rocco sui Tretti. Lasciò la moglie e un figlio, oltre ai familiari e ai tanti amici – soprattutto quelli della classe ’53 – che gli erano particolarmente legati e lo stimavano.

S. B.