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Ritrovata alla stazione Roma Termini la contabile sparita da due settimane

La 59enne di Ca’ Onorai rintracciata domenica: aveva comprato una sim e cercava lavoro come badante. Era intercettata





Anna Fasol era a Roma, in un centro di accoglienza della Croce Rossa, in via Ramazzini, quartiere Portuense. Dopo 14 giorni di ricerche, l’hanno trovata i carabinieri di Cittadella. «Sono venuta a Roma per un momento di riflessione personale: nessuno mi ha costretto e non ho subito minacce»: sono state le prime parole dell’impiegata di 59 anni di Ca’ Onorai. Era scomparsa il 30 luglio e già il giorno successivo c’era stata la segnalazione di un avvistamento in zona Ciampino a Roma. L’1 agost ...

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Anna Fasol era a Roma, in un centro di accoglienza della Croce Rossa, in via Ramazzini, quartiere Portuense. Dopo 14 giorni di ricerche, l’hanno trovata i carabinieri di Cittadella. «Sono venuta a Roma per un momento di riflessione personale: nessuno mi ha costretto e non ho subito minacce»: sono state le prime parole dell’impiegata di 59 anni di Ca’ Onorai. Era scomparsa il 30 luglio e già il giorno successivo c’era stata la segnalazione di un avvistamento in zona Ciampino a Roma. L’1 agosto era arrivata una seconda segnalazione da parte di un romano che aveva letto un articolo del mattino di Padova e si diceva sicuro di averla notata in zona universitaria.



Gli elementi non erano sufficienti, ma hanno dato una pista nella Capitale: Anna Fasol si era allontanata senza una particolare disponibilità finanziaria, aveva solo pochi spiccioli. Così le forze dell’ordine si concentrano su case di accoglienza e centri onlus. Quattro giorni dopo la sparizione, i carabinieri apprendono che, utilizzando la carta d’identità intestata ad Anna Fasol, una persona aveva comprato in un negozio della stazione Termini di Roma una scheda sim. La svolta giovedì scorso quando l’utente (fino a domenica non c’erano certezze che fosse lei) ha attivato la sim intestata ad Anna Fasol. A quel punto il suo telefono poteva renderne nota la posizione ma non in modo preciso: la scheda era stata inserita non in uno smartphone (che consente una localizzazione precisa) ma in un vecchio cellulare acquistato a buon prezzo.



L’utenza viene intercettata. Ed emerge che una donna, che si qualifica come Anna Fasol, sta contattando le agenzie interinali romane per trovare lavoro come badante. Tramite quelle chiamate, si restringe l’area in cui cercare la scomparsa al perimetro della stazione Termini. Stazione che Anna continuava a frequentare. A quel punto, con il supporto dell’Arma di Roma, i carabinieri di Cittadella analizzano le riprese delle telecamere di sorveglianza all’interno e all’esterno dello scalo romano. Le immagini, pur sfuocate, mostrano la presenza di una donna che le somiglia. E che indossa un vestito a fiorellini riconosciuto dal marito Enzo Simonetto come appartenente alla moglie: è quello che indossava al momento della scomparsa.

Nel frattempo a Cittadella vengono svolti rilievi scientifici nell’abitazione e, per giorni, vigili del fuoco e Protezione civile battono la zona. Giovedì le ricerche vengono sospese, ma venerdì il fiuto dei cani dei carabinieri offre un’ulteriore conferma: Anna era passata per la stazione cittadellese. Era proprio lei a essere scesa dalla sua Mercedes Classe A nel pomeriggio del 30 luglio: l’auto, a scopo cautelare, è stata sequestrata dal pm Giorgio Falcone. Quel giorno la donna – erano le 14 – si è diretta ai binari. Ha imboccato il sottopasso – le telecamere non sono state più in grado di registrarne i movimenti – e dal binario 3, alle 14.21, è salita a bordo del primo treno per Vicenza. Da lì si è diretta a Roma Termini.



«È arrivata da noi chiedendo un letto, ci è subito sembrata una donna educata, non una sbandata. Ci ha confidato di aver avuto uno screzio in famiglia e di avere la necessità di prendersi una pausa per riflettere», ha raccontato una volontaria che opera a Roma nel centro di via Ramazzini. Domenica pomeriggio i carabinieri di Cittadella si sono presentati lì: Anna Fasol pare sia stata sorpresa di vederli. Non si aspettava di essere trovata. I militari le hanno chiesto se desiderasse rientrare a casa con loro e lei ha dato il suo consenso. In serata l’arrivo a Cittadella.



Agli uomini dell’Arma ha spiegato di essersi allontanata «volontariamente per ritagliarsi alcuni giorni di riflessione e capire come meglio affrontare alcuni problemi di carattere privato». Resta un particolare: alle 14.10 del giorno della scomparsa l’impiegata era attesa in banca per fornire dei chiarimenti su una serie di movimenti di denaro: aveva lei i cordoni della borsa della Allevamenti Barcarola di Tombolo. Potrebbe essere stata assillata da questo appuntamento? A oggi i carabinieri assicurano che non c’è alcuna denuncia contro di lei. E le bocche dei titolari della ditta restano cucite.