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Gli industriali ai sindaci «Oggi fate fronte comune»

Appello di Finco e Piovesana in vista della riunione a Venezia sul Bando periferie «Siamo sconcertati, non si bloccano le opere penalizzando città e imprese»



Arriva forte e chiaro il sostegno di Assindustria Venetocentro al tavolo convocato oggi alle 11.30 fra i sindaci delle sette città capoluogo nella sede municipale di Venezia a Ca’ Farsetti per far fronte comune contro le conseguenze dell’emendamento passato con il Decreto Milleproroghe che cancella i fondi del Bando periferie. Emendamento che, per la sola Padova, si traduce in una scure sui 18 milioni che dovevano finanziare numerosi interventi di riqualificazione urbana, rinviandoli al 2020 ...

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Arriva forte e chiaro il sostegno di Assindustria Venetocentro al tavolo convocato oggi alle 11.30 fra i sindaci delle sette città capoluogo nella sede municipale di Venezia a Ca’ Farsetti per far fronte comune contro le conseguenze dell’emendamento passato con il Decreto Milleproroghe che cancella i fondi del Bando periferie. Emendamento che, per la sola Padova, si traduce in una scure sui 18 milioni che dovevano finanziare numerosi interventi di riqualificazione urbana, rinviandoli al 2020.



Se già i sindaci, all’unisono, si sono espressi con toni poco concilianti rispetto all’idea di poter rinunciare al contributo, arriva ora il sostegno degli industriali veneti: «Lo stop ai finanziamenti previsti dal Bando periferie ci lascia sconcertati» dichiarano Massimo Finco e Maria Cristina Piovesana, presidente e vice presidente di Assindustria Venetocentro, «a causa di questo provvedimento vengono infatti rinviate al 2020 le risorse destinate a una serie di progetti urgenti già approvati - alcuni dei quali già in fase di realizzazione - per migliorare aree e infrastrutture delle nostre città. I Comuni di Padova e Treviso rischiano di perdere in tutto circa 32 milioni di euro di fondi, su un totale di 150 milioni che interessano il Veneto. Esprimiamo tutta la preoccupazione delle imprese padovane e trevigiane rispetto a questa decisione».



«Ci appelliamo ai sindaci che si riuniscono a Venezia» continuano Finco e Piovesana, «affinché facciano fronte comune, superino le divisioni di appartenenza politica e pensino prima di tutto ai cittadini che rappresentano e alle economie del nostro territorio. Agli amministratori locali e ai parlamentari veneti chiediamo di intervenire, in ogni sede opportuna, per sbloccare al più presto queste risorse».



«Intervenire sulle periferie è vitale per le nostre città, abbiamo già investito risorse per i progetti - a Padova già un milione di euro - e qui la politica non c’entra. Lo dice il buonsenso che le risorse del Bando periferie devono arrivare come da accordi. Non si possono assumere impegni di questa portata per poi disattenderli, è un’offesa e un danno alle nostre comunità. Solo la scorsa settimana il Ministero ci ha fatto pervenire precisa richiesta di presentare i progetti entro il 15 settembre. E tutti i Comuni si stanno dannando per rispettare il termine, pur nel pieno delle ferie estive. Sono certo» insiste il sindaco di Padova, «che con i colleghi, che per altro ho già sentito nei giorni scorsi, non sarà difficile trovare una linea comune. Non possiamo accettare nemmeno per scherzo che i finanziamenti slittino al 2020. C’è un contratto sottoscritto fra Comuni e Governo e va rispettato. E ripeto, al tavolo non ci presentiamo per rivendicare posizioni politiche: non c’è motivo per non fare fronte comune. L’interesse è di tutti, dei nostri cittadini in primis».



Lo stop al Bando periferie che mette sul piatto complessivamente 2,1 miliardi di euro, è stato approvato all’unanimità al Senato ed è conseguenza diretta di una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittima la gestione centralistica del fondo Infrastrutture. —