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Morto alla vigilia del provino per un club di calcio inglese

Il 16enne, dissanguatosi cadendo su una vetrata infranta, era già atteso a Londra La sua maglia, la numero 10, sarà sepolta insieme al giovanissimo centrocampista

VIGONZA

«La settimana prossima Borel avrebbe dovuto sostenere un provino calcistico per una società inglese a Londra, ma purtroppo si organizza la propria vita al meglio, ma non si sa mai cosa il destino ci riserva. Quello che ha riservato a lui è atroce». Allen è un amico di famiglia di Ferdinand Dongo Danchio, il padre del ragazzo sedicenne morto in un cadendo in casa e tagliandosi l’arteria femorale sui vetri della porta della cucina che aveva infranto. La tragedia si è consumata nella no ...

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VIGONZA

«La settimana prossima Borel avrebbe dovuto sostenere un provino calcistico per una società inglese a Londra, ma purtroppo si organizza la propria vita al meglio, ma non si sa mai cosa il destino ci riserva. Quello che ha riservato a lui è atroce». Allen è un amico di famiglia di Ferdinand Dongo Danchio, il padre del ragazzo sedicenne morto in un cadendo in casa e tagliandosi l’arteria femorale sui vetri della porta della cucina che aveva infranto. La tragedia si è consumata nella notte tra venerdì e sabato nell’appartamento sopra l’ufficio postale dove la famiglia vive, in via Medi 4 a Pionca di Vigonza.



Borel ha perso l’equilibrio ed è caduto rovinosamente contro la porta che divide il corridoio dalla cucina – entrando nell’appartamento la prima stanza a destra – mandando in frantumi il vetro. Un incidente che nella maggior parte dei casi sarebbe stato banale, alla peggio si sarebbe risolto con qualche taglio e un vetro da riparare. Ma l’altra notte la sfortuna è stata massima. Il ragazzo è caduto di schiena e dei pezzi di vetro rimasti incastrati nella porta si sono conficcati nella parte posteriore della coscia recidendogli l’arteria femorale. Ha iniziato a perdere moltissimo sangue e all’arrivo dell’ambulanza il quadro clinico era già compromesso.



Borel era un centrocampista puro, con un’ottima visione di gioco e un gran sinistro. Era un “10” come il numero della maglia che solitamente indossava che qualche volta alternava all’8. Dopo aver vestito la maglia del Campodarsego da un paio di sragioni era all’Albignasego. Una scelta che gli costava un po’fatica per gli allenamenti e la partita, da Pionca c’è un po’di strada e il papà con i turni di lavoro non aveva sempre disponibilità ad accompagnarlo. Ma Borel arrivava sempre in campo, in un modo o nell’altro. «Si era integrato benissimo con noi, era un ragazzo squisito, molto educato e sempre con il sorriso sulle labbra». Il ricordo del suo allenatore Stefano Fiorotto è sincero, sgombro da frasi di circostanza. «Era molto più maturo dei ragazzi della sua età, era speciale, sempre pronto a coinvolgere il gruppo, con un fisico prestante, bravo pure tecnicamente. Ricordo ancora un suo gol al volo di sinistro che raramente avevo visto nei tornei giovanili. Con la società stiamo valutando come ricordarlo al meglio. Ne parleremo con la famiglia appena sarà possibile, l’intenzione era di far stampare una maglia con il suo nome e di metterla sopra la bara. Poi di realizzare una muta da allenamento con il suo nome. Per me, per i ragazzi e per la società è un brutto colpo, la vita di un ragazzo non può finire così. Siamo tutti vicino allo strazio della mamma, del papà e delle due sorelline.



Continuano le visite della comunità camerunense ai genitori di Borel, anche chi non li conosceva porta la propria solidarietà. Prima del divertimento al parco dei Salici si passa a Pionca a portare il proprio cordoglio. –