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Va a fare il bagno con gli amici nel Brenta Preso dalla corrente, annega nel fiume

Un connazionale tenta di aiutarlo, ma viene a sua volta salvato da due pescatori e tirato a riva. La vittima ripescata ore dopo





Si allontana dalla riva con un paio di amici, la corrente lo travolge e muore annegato in Brenta. Aveva solo 26 anni Danish Nadeem Asghar: sposato, di origini pakistane, viveva a Campo San Martino e faceva il camionista. Ieri pomeriggio era andato con un paio di amici, connazionali, a cercare un po’ di refrigerio in riva al fiume, a due passi dal ponte della Vittoria.



Testimone Francesco Ferrazzo, 79 anni, di Marsango, che si trovava in Brenta con il figlio Devi e la moglie Nadia Bellotto. St ...

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Si allontana dalla riva con un paio di amici, la corrente lo travolge e muore annegato in Brenta. Aveva solo 26 anni Danish Nadeem Asghar: sposato, di origini pakistane, viveva a Campo San Martino e faceva il camionista. Ieri pomeriggio era andato con un paio di amici, connazionali, a cercare un po’ di refrigerio in riva al fiume, a due passi dal ponte della Vittoria.



Testimone Francesco Ferrazzo, 79 anni, di Marsango, che si trovava in Brenta con il figlio Devi e la moglie Nadia Bellotto. Stava pescando, erano le 17: «Ho visto i tre ragazzi entrare in acqua, camminavano, poi uno di loro è stato improvvisamente trascinato dalla corrente». Piombato in una delle buche, inghiottito da un vortice. Uno dei suoi amici - Akhtar Rafool, 28 anni, fratello del padroncino della vittima - ha cercato di afferrarlo, si è sfinito, ma non ce l’ha fatta. Gli è scivolato dalle mani, per un istante ha visto la mano sbucare dall’acqua, poi solo acqua. «Ha cercato di tornare a riva. Ma non ce la faceva», racconta Ferrazzo, «e così mi sono immerso fino alla vita e gli ho allungato la canna da pesca. L’acqua era gelida».



Il giovane ha afferrato la canna ed è stato tratto in salvo, con il pescatore e il figlio che tiravano con tutte le forze. «Lo abbiamo afferrato per un braccio e tirato a riva. Era disperato, ha iniziato a gridare “il mio amico non c’è più”». È scattato l’allarme: i medici del 118 hanno portato in ospedale il giovane salvato dai Ferrazzo, stremato e sotto choc; nel frattempo sono iniziate le ricerche con gommone, sub ed elicottero. Intorno alle 19.30 i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno recuperato dal fondo del fiume il corpo senza vita la salma è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.



I rilievi sono stati svolti dai carabinieri di Piazzola con il luogotenente Pietro Ligorio. La tragedia si è consumata in un lungo in cui vige il divieto assoluto di balneazione. «C’è anche un cartello di morte», osserva il consigliere regionale Luciano Sandonà che abita a 200 metri, «in questi ultimi 15 anni ci sono stati altri morti. Io stesso ho fatto uscire dall’acqua un gruppo di carpentieri dell’Est che erano andati quest’anno in Brenta in cerca di refrigerio, altri ne ho visti a pagaiare nel punto di massimo pericolo. I mega cartelli evidentemente non bastano più, occorre chiudere la spiaggetta a valle del ponte anche a coloro che si recano a prendere il sole, specie gli stranieri potrebbero travisare: basta entrare in acqua e due metri di troppo possono essere fatali». —