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Solesino, tre pallottole per il sindaco 

Intervista a Elvy Bentani: «È l’effetto di un clima di tensione alimentato ogni giorno sui social»

L’INTERVISTA

SOLESINO. A denunciare pubblicamente le minacce ricevute è stato lo stesso sindaco Elvy Bentani, poche ore dopo essere stato convocato in caserma.

Sindaco, quando è stato informato del fatto?

«Venerdì. Ero a Monselice, con tanti altri sindaci, all’assemblea di Padova Sud. Ho visto che i carabinieri mi cercavano con insistenza al telefono, ma non potevo rispondere. Poi si è aggiunto il municipio, con il comandante dei vigili che continuava a telefonarmi. Appena ho avuto un attimo ...

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L’INTERVISTA

SOLESINO. A denunciare pubblicamente le minacce ricevute è stato lo stesso sindaco Elvy Bentani, poche ore dopo essere stato convocato in caserma.

Sindaco, quando è stato informato del fatto?

«Venerdì. Ero a Monselice, con tanti altri sindaci, all’assemblea di Padova Sud. Ho visto che i carabinieri mi cercavano con insistenza al telefono, ma non potevo rispondere. Poi si è aggiunto il municipio, con il comandante dei vigili che continuava a telefonarmi. Appena ho avuto un attimo di pausa ho richiamato le forze dell’ordine e terminata l’assemblea sono corso in caserma a Este, non sapendo però bene cosa aspettarmi, visto che al telefono non hanno voluto anticiparmi niente».

Qual è stata la sua prima reazione?

«I carabinieri, senza tanti fronzoli, mi hanno subito informato delle frasi di minaccia ma non delle pallottole. L’hanno fatto successivamente, dopo un mio iniziale silenzio dettato dallo stupore per quello che stava accadendo. Non mi era mai capitato di avere a che fare con le forze dell’ordine per cose che mi riguardano. Figuriamoci per questioni di questo tipo, talmente lontane da ogni mio pensiero».

La visione delle pallottole l’ha turbata?

«Non mi sono state mostrate direttamente ma sono comunque rimasto scioccato dalle immagini. Inizialmente non mi ero reso conto, forse preso dallo stupore più assoluto, della gravità della situazione. Ritengo, pensandoci a freddo, si tratti un atto di intimidazione allucinante e intollerabile, soprattutto perché coinvolge anche la mia famiglia. Confido che le indagini facciano piena luce e rintraccino al più presto i responsabili».

Chi può avercela con lei?

«Escludo riguardi il mio ambito professionale. Sono un libero professionista, da anni responsabile vendite per un noto marchio di elettrodomestici per la pulizia della casa. Mi occupo anche di formazione del personale».

Se non è una faccenda privata, di che si tratta?

«Ritengo palese che si tratti di un attacco politico, che si sia voluto colpire il mio incarico di sindaco. Se da una parte vedo e percepisco il consenso aumentare di giorno in giorno, dall’altra ricevo, specie attraverso i social, attacchi personali basati sull’invidia, l’odio sociale e soprattutto sulle menzogne».

Sindaco, si spieghi meglio. Chi accusa?

«Sono semplici constatazioni, nulla più. Mi rattrista che una parte delle minoranze, che probabilmente non ha ancora accettato la sconfitta elettorale, alimenti un clima di continua tensione. Una cosa inaudita: non ho mai visto così tanta cattiveria e livore nei confronti di un amministratore che tra l’altro sta facendo solo scelte politiche condivise dalla cittadinanza e in linea con il proprio programma elettorale. Ci sono poi alcune scelte fatte nel momento in cui sono stato eletto: potrebbero non essere piaciute a tutti».

In municipio cosa è cambiato con il suo arrivo?

«Ho trovato una situazione di appiattimento totale, di delusione e anche astio. In poche settimane ho cercato di riorganizzare il personale e valorizzare le risorse umane. Ho sostituito dei capi area in settori come la Ragioneria, l’Ufficio tecnico e la Polizia locale».

Nelle minacce si fa riferimento al suo compenso, oggetto di feroci critiche, proprio in questi giorni, da parte delle opposizioni.

«Ho deciso di fare il sindaco a tempo pieno, sono sempre, come tutti possono confermare, in municipio e tra la gente. Sono un libero professionista, non ho redditi alternativi. È stata semplicemente adottata la tabella prevista per legge. Queste sono polemiche puerili, di chi non sa proporre altre argomentazioni».

Intende puntare il dito contro qualcuno?

«Assolutamente no, non ho ancora denunciato nessuno. Non posso però fare a meno di prendere atto di un clima che ogni giorno si fa più teso, che non può fare altro che portare allo scontro, magari istigando qualcuno a fare qualcosa di poco sensato. C’è un’avversione che, non trovando terreno fertile nella realtà visto che la gente mi vuole molto bene - e me lo dimostra continuamente - si trasferisce nei social. Accetto, com’è giusto, gli attacchi politici, ma non quelli personali che già hanno visto prendere di mira, per esempio, mia moglie».

Ha paura?

«Soprattutto per mia moglie e mia figlia. Abbiamo ricevuto dalle forze dell’ordine una serie di istruzioni da seguire per permettere anche a loro di tutelarci maggiormente».

Questo episodio avrà delle conseguenze sul suo operato di sindaco?

«A livello personale, nel mio intimo, è un fatto che mi ha molto ferito, indubbiamente. Sono sempre stato convinto che fare politica significasse dare soluzioni concrete, trasmettere positività e dare speranza per il futuro alle persone. Mai avrei creduto si potesse ricevere in cambio tanta cattiveria. Le minacce di morte alla mia famiglia rappresentano un gesto vile e d’infimo livello. Limitando la questione al mio ruolo, non sono però per nulla intimidito. Continuerò a lavorare, mettendoci il cuore per cambiare il paese. Anzi, aumenterò l’impegno. Sono disposto, da un punto di vista istituzionale, a dare la mia vita per questo ruolo: andrò avanti ad oltranza e senza paura».

AL. CE. .