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Roma rimuove il viceprefetto indagato

Aversa trasferito poche ore dopo la pubblicazione della notizia dell’indagine per favori alla coop che gestisce l’accoglienza

Il prefetto vicario, Pasquale Aversa, indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura per una serie di irregolarità nella gestione di strutture di accoglienza dei migranti è stato dimesso dal suo incarico e destinato ad altra collocazione.

La decisione è stata presa dal Viminale e confermata dal prefetto di Padova Renato Franceschelli. Non è stata un’imposizione ma lui stesso ha convenuto di lasciare Padova per questioni di opportunità. La volontà del funzionario di governo è quella di dif ...

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Il prefetto vicario, Pasquale Aversa, indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura per una serie di irregolarità nella gestione di strutture di accoglienza dei migranti è stato dimesso dal suo incarico e destinato ad altra collocazione.

La decisione è stata presa dal Viminale e confermata dal prefetto di Padova Renato Franceschelli. Non è stata un’imposizione ma lui stesso ha convenuto di lasciare Padova per questioni di opportunità. La volontà del funzionario di governo è quella di difendersi e chiarire con il magistrato, la dottoressa Federica Baccaglini, le accuse che gli vengono mosse.

Frode sulle forniture

Il prefetto vicario Aversa – nativo di Torre Annunziata (Napoli) ma da decenni residente a Milano – è accusato in concorso di frode nelle pubbliche forniture. Per il magistrato «non adempiva dolosamente agli obblighi contrattuali relativi all’accoglienza dei migranti in relazione ai centri governativi della Prandina e di San Siro di Bagnoli di Sopra e in particolare violando le prestazioni indicate da un decreto ministeriale, procurando un ingiusto profitto alla coop Ecofficina».

Aversa in concorso con Gaetano Battocchio, Sara Felpati, Simone Borile (tutti della coop) e Tiziana Quintario (funzionaria della Prefettura già trasferita) avrebbe permesso l’utilizzo di personale nei centri di accoglienza, inferiore come numero e orario rispetto a quanto previsto dal bando, garantendo quindi alla coop un risparmio sui costi a scapito del servizio, peggiore in termini qualitativi. Aversa e Quintario avrebbero omesso il controllo che dovevano esercitare.

OMESSO CONTROLLO PER LA TRUFFA

I vertici di Ecofficina con artifici e raggiri sono riusciti a far figurare nel corso delle visite e delle ispezioni che il numero degli operatori era adeguato, e potenziato al contempo la pulizia dei servizi igienici: il tutto sarebbe stato concertato proprio con Quintario e Aversa.

rivelazione di segreti d’ufficio

Ad Aversa viene contestato pure di aver rivelato alla coop notizie coperte da segreto, di aver presegnalato ispezioni dell’Usl sugli Hub, anche richieste dal sindaco di Bagnoli.

tre fontane rinuncia al ricorso

Nell’appalto da 16 milioni per la gestione profughi del 2015 era emersa un’offerta molto conveniente di Edeco. La società Tre Fontane di Roma fece richiesta di accesso agli atti e pareva intenzionata a presentare un ricorso. I responsabili ne avevano accennato alla prefettura ma non avevano trovato un appoggio e quindi senza un consenso della cosiddetta stazione appaltante, avevano lasciato perdere. Solo nel luglio scorso sono stati concesso altri tre mesi di proroga alla coop Edeco per la gestione del centro di accoglienza di San Siro, che in queste settimane conta 220 ospiti.

La Prefettura ha concesso ulteriori 90 giorni alla cooperativa in attesa del pronunciamento del Tar Veneto. È l’ultimo atto della battaglia legale che da un anno e mezzo sta contrapponendo Edeco alla coop siciliana Badia Grande, vincitrice del bando per la gestione dell’hub di Bagnoli con un’offerta economica più bassa. Intanto la coop di Borile dovrà lasciare il vicino centro migranti di Cona che attualmente conta circa 450 ospiti. Tra assegnazioni e ricorsi ora c’è questa inchiesta penale. –

C.BEL.

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