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L’ira di Soranzo: basta minacce i sindaci hanno votato in libertà

Dopo l’elezione di Levorato (Pd), il presidente della Provincia ribatte a Sandonà Il leghista rincara: ha spalleggiato la sinistra, toni intimidatori, Alta discriminata



Enoch Soranzo rompe il silenzio. Non ci sta a recitare il ruolo di quinta colonna del Pd infiltrata nel centrodestra e replica in tono perentorio ai leghisti che gli imputano una regia occulta nel rinnovo dei vertici della multiutility Etra, culminato nella rielezione a presidente del dem Andrea Levorato: «I sindaci aderenti ad Etra hanno superato le logiche dei partiti in nome di un’amministrazione efficiente e condivisa a servizio dei loro cittadini», è la premessa del presidente della Nuo ...

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Enoch Soranzo rompe il silenzio. Non ci sta a recitare il ruolo di quinta colonna del Pd infiltrata nel centrodestra e replica in tono perentorio ai leghisti che gli imputano una regia occulta nel rinnovo dei vertici della multiutility Etra, culminato nella rielezione a presidente del dem Andrea Levorato: «I sindaci aderenti ad Etra hanno superato le logiche dei partiti in nome di un’amministrazione efficiente e condivisa a servizio dei loro cittadini», è la premessa del presidente della Nuova Provincia e sindaco di Selvazzano. «Un certo modo di fare politica, che impone veti e nomi, è finito».



« I sindaci si parlano, si raccordano, condividono problemi ed esperienze e, soprattutto, si stimano indipendentemente dal colore perché la bravura e la capacità non si misurano certo dalla casacca», incalza «Trovo gravi e assolutamente fuori luogo le minacce rivolte a dritta e a manca dal consigliere regionale Sandonà che vede intrighi e nemici dappertutto e si erge a depositario di scienza e verità assoluta. Gli ricordo che, una volta eletto, rappresenta tutti i cittadini, sindaci compresi: dovrebbe essere al loro servizio, non operare contro qualcuno o qualcosa».



Resta il fatto che, in un bacino a prevalenza forzaleghista, l’ha spuntata il candidato di centrosinistra: «Volendo dare una lettura politica da uomo e amministratore del centrodestra, mi ritengo soddisfatto del risultato raggiunto in quanto la rappresentanza degli organi di governo di Etra rispecchia quest’area politica per una larghissima maggioranza. Stiamo parlando di una società al 100% pubblica, patrimonio del territorio: ha 800 dipendenti e fattura140 milioni di euro, merita la miglior governance possibile. I sindaci si sono espressi liberamente con questa finalità».



Ma Luciano Sandonà non molla l’osso: «Al di là delle chiacchiere, Soranzo e Maurizio Conte si sono spesi, sottobanco e con pressioni inaccettabili, per l’elezione a presidente di un candidato di sinistra minoritario che ha adottato toni intimidatori verso i sindaci, ventilando addirittura lo scioglimento dell’azienda. La loro permanenza nella coalizione di centrodestra è inaccettabile e la Lega porrà il problema politico ai partner di Forza Italia».



Tant’è. Se Conte ha già detto la sua («Macché complotti, la scelta è maturata nel territorio») il rivale Marino Zorzato - che ha appoggiato la linea Lega-FI, magari in vista di un rientro nell’ovile berlusconiano - si consola dell’insuccesso nel buen retiro della Sardegna. Così Roberto “bulldog” Marcato ironizza sulla coppia di San Martino di Lupari («Baruffe tra tosiani in cerca d’autore» ma sospende furbescamente il verdetto sul ruolo di Soranzo: «Uomo di centrodestra? Cavallo di Troia del Pd? Probabilmente, né l’uno né l’altro ». —