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Altri tre casi di West Nile, due a Padova e uno a Este

A Montà e Altichiero due persone lamentano sintomi febbrili: breve ricovero. Nella Bassa colpita donna di 38 anni: l’infezione è degenerata in meningite  



PADOVA. L’emergenza West Nile resta alta e i casi di contagio nel Padovano crescono. In città due persone sono state colte dai sintomi febbrili, a Montà e ad Altichiero, con visita al Pronto soccorso, accertamenti del caso e breve ricovero in osservazione; le loro condizioni non preoccupano ma ormai l’infezione è diffusa un po’ ovunque e richiedono interventi urgenti di disinfestazione da parte del Comune.



Ad Este una donna ha contratto la stessa malattia trasmessa dalla zanzara “culex pipien ...

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PADOVA. L’emergenza West Nile resta alta e i casi di contagio nel Padovano crescono. In città due persone sono state colte dai sintomi febbrili, a Montà e ad Altichiero, con visita al Pronto soccorso, accertamenti del caso e breve ricovero in osservazione; le loro condizioni non preoccupano ma ormai l’infezione è diffusa un po’ ovunque e richiedono interventi urgenti di disinfestazione da parte del Comune.



Ad Este una donna ha contratto la stessa malattia trasmessa dalla zanzara “culex pipiens”: ha 38 anni, risiede in via Deserto ed è attualmente ricoverata in condizioni non gravi all’ospedale di Schiavonia. È il secondo contagio estense: venerdì pomeriggio il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’Usl 6 aveva comunicato agli uffici municipali un primo caso toccato ad un anziano residente in pieno centro storico.



«Mia moglie arrivava da giorni e giorni di febbre, a tratti molto alta e in altri leggera, ma soprattutto da fortissimi dolori muscolari, quasi come se qualcuno la mordesse in continuazione», spiega il marito della 38enne.

«L’ennesimo forte mal di testa ci ha spinti, giovedì, a rivolgerci all’ospedale. I primi esami non hanno rilevato alcuna complicazione, fino a che non è stato effettuato il prelievo del midollo: da Padova, venerdì pomeriggio, è arrivato il responso. Una zanzara aveva punto mia moglie, dando vita al contagio da West Nile e causando una meningite».

La donna rimarrà ricoverata probabilmente per gran parte della settimana, «e poi tra tachipirine, antidolorifici e idratanti ne avrà per almeno un altro mese a casa in convalescenza» continua il marito. «Spero che il Comune intervenga nella nostra frazione per garantire una massiccia disinfestazione soprattutto nei luoghi in cui si aggrega maggiormente la gente, soprattutto i bambini».



Ieri mattina il caso di contagio è stato comunicato agli uffici del Comune di Este e nel pomeriggio il sindaco Roberta Gallana ha firmato l’ordinanza che impone, per domani, il servizio di disinfestazione nell’area di residenza della donna contagiata.

Per 200 metri in maniera intensiva e poi per altri 500 con pratiche più leggere saranno svolti trattamenti larvicidi e adulticidi, sia nella pubblica via che nei cortili privati. L’operazione sarà svolta da operatori del Comune e dell’Usl.

Esattamente come quella che è stata portata a termine ieri mattina tra via Piave e via Don Angelo Pelà: in oltre 600 caditoie sono state liberate compresse anti-larvali, mentre nel verde del quartiere è stato diffuso insetticida per quasi 350 litri.



«È il massimo del trattamento anti-zanzare che si può garantire», spiegavano gli operatori al lavoro ieri. «Con questo trattamento la disinfestazione è garantita per più di due settimane».

Proprio su oneri e spese per la disinfestazione si era espresso qualche giorno fa il sindaco: «Al Ministero hanno realizzato un piano nazionale su questo fronte, ma tutti i costi ricadono poi sulle spalle dei Comuni. Stiamo eseguendo interventi di disinfestazione a cadenza mensile, l’ultimo dei quali eseguito tra la notte di mercoledì 25 e giovedì 26 luglio, a nostre spese.

Proprio in questi giorni stiamo affidando un incarico per ulteriori interventi per un importo di oltre 55.000 euro. Il Ministero deve stanziare risorse adeguate. Mi auguro inoltre che tutti i Comuni provvedano a realizzare i periodici interventi del Piano per non vanificare la prevenzione dei singoli». –