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Rigenerazione Pp1 park da 270 posti In arrivo anche eventi e mercatini

Acegas completerà la pulizia nonostante il buco da 3 milioni Arriva il Consorzio Pedron: «Un nuovo progetto in due anni»



Non solo 270 posti in un parcheggio provvisorio, ma un luogo vivo: un “mercato dei fiori” ed iniziative popolari. Se le ruspe possono essere il simbolo di una politica, quelle in azione nell’area Pp1 diventano emblema della rigenerazione di un’area, quella tra la stazione e il centro, che sembrava condannata al degrado.

Un progetto che è nella testa di Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni: «Entro la fine del mandato partirà la riqualificazione della grande area tra via Trieste e via Valeri, co ...

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Non solo 270 posti in un parcheggio provvisorio, ma un luogo vivo: un “mercato dei fiori” ed iniziative popolari. Se le ruspe possono essere il simbolo di una politica, quelle in azione nell’area Pp1 diventano emblema della rigenerazione di un’area, quella tra la stazione e il centro, che sembrava condannata al degrado.

Un progetto che è nella testa di Sergio Giordani e Arturo Lorenzoni: «Entro la fine del mandato partirà la riqualificazione della grande area tra via Trieste e via Valeri, così come per i terreni dietro la chiesa della Pace. Aree che, nel frattempo, vivacizzeremo con gli utilizzi temporanei».



Quella dell’uso temporaneo è una previsione inserita nella legge regionale sul consumo di suolo. In attesa di un nuovo progetto di riqualificazione un’area vuota può essere utilizzata per scopi pubblici. E così l’amministrazione ha già nei cassetti un progetto di Aps per le realizzazione di un parcheggio da 270 posti nella parte nord del Pp1, con ingresso dall’incrocio tra via Tommaseo e via Valeri.

In mezzo alla grande area (così come sul lato di piazza Salvemini) c’è una sorta di “boschetto” nato dalla vegetazione spontanea su cumuli di terra inquinata. Una situazione delicata che non sarà toccata e che dovrà essere risolta dal futuro investitore. Infine nella parte sud, quella su via Trieste dove c’era lo scheletro di capannone (che entro oggi sparirà), verranno realizzati eventi: dal mercato dei fiori, alla “festa della birra”, e «chi ha idee si faccia avanti», spiega il sindaco. «L’importante è che diventi un luogo vissuto. Così si batte il degrado – prosegue Giordani – Avrei voluto risolvere il problema già la scorsa estate. Ma c’è voluto molto più tempo. Sono stato lento, stavolta me lo dico da solo».



A occuparsi della parte urbanistica ci penserà Arturo Lorenzoni: «Non è necessario attendere la scadenza della convenzione, i privati possono presentare subito un nuovo piano urbanistico – chiarisce – In due anni potrebbero partire i lavori su di un nuovo progetto». Non si realizzerà più, dunque, il grattacielo “duale” disegnato dall’architetto italo-serbo Boris Podrecca. La società “Progetto Pp1” è in liquidazione con un debito di circa 25 milioni di euro. Debito che sarà rilevato dal Consorzio Stabile Pedron, attraverso la “Antenore investimenti srl”.



Ma a ipotizzare un destino diverso per tutta la zona tra stazione e giardini dell’Arena ci pensa l’assessore ai lavori pubblici Andrea Micalizzi: «È una rigenerazione urbana di ampio respiro – spiega – Perché di fronte sorgerà il parco Tito Livio nell’ex piazzale Boschetti, i cui lavori inizieranno entro fine anno. E tra via Foscolo e piazzetta Gasparotto, nei locali ceduti all’amministrazione dalla Beni Stabili, si trasferiranno uffici comunali del settore Sociale, con la presenza di sportelli e dunque passaggio di persone». «Non solo, tra qualche mese vedrete lavori anche nelle palazzine liberty di piazzale Boschetti – anticipa Lorenzoni – E anche in piazza De Gasperi è in corso un importante lavoro di riqualificazione in collaborazione con i residenti».



A realizzare i lavori di pulizia e sistemazione dell’area Pp1 è HerAmbiente, società del gruppo Acegas. Una spesa di circa 100 mila euro che si aggiunte a un “buco” di oltre 3 milioni a causa del fallimento del progetto Pp1: «Ma siamo un’azienda a servizio della città ed era nostro dovere risolvere il problema», chiarisce Roberto Gasparetto. —