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Minacce di morte all’ex compagna chiesto il processo

Il pubblico ministero Randolo ha concluso le indagini per l’accusa di atti persecutori Decine i messaggi violenti nei confronti della donna

san giorgio in bosco. Una giovane coppia con un bimbo, una vita felice tra la casa, il lavoro e le incombenze quotidiane. Fino al giorno in cui l’equilibrio si spezza. L’amore cede il passo al rancore, alla rabbia, alla violenza. L’ennesima storia di stalking, di un uomo che non accetta la fine di una relazione, al punto da convertire quello che fino a un attimo prima era amore verso la compagna in un ciclone di cattiveria. Il pubblico ministero Daniela Randolo ha concluso le indagini a cari ...

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san giorgio in bosco. Una giovane coppia con un bimbo, una vita felice tra la casa, il lavoro e le incombenze quotidiane. Fino al giorno in cui l’equilibrio si spezza. L’amore cede il passo al rancore, alla rabbia, alla violenza. L’ennesima storia di stalking, di un uomo che non accetta la fine di una relazione, al punto da convertire quello che fino a un attimo prima era amore verso la compagna in un ciclone di cattiveria. Il pubblico ministero Daniela Randolo ha concluso le indagini a carico di un quarantunenne di San Giorgio in Bosco che la stessa ex compagna ha denunciato. Il 2 ottobre sarà celebrata l’udienza preliminare per decidere se andrà a processo come richiesto dall’accusa.

I fatti risalgono al periodo compreso tra il novembre del 2016 e l’aprile del 2017, mesi in cui la vita della donna si è trasformata in un incubo. Le indagini hanno raccolto un numero rilevante di messaggi che l’uomo ha inviato con il suo cellulare all’ex compagna, spesso minacciandola di portarle via il figlio. Reiterate le minacce di violenza e di morte: «L’altra volta ti ho fratturato il naso, ora te lo rompo del tutto», «Sai cosa ti dico maledetta tutta la tua famiglia devi morire».

In un messaggio il quarantunenne ha scritto “maledetta infame” di seguito per 15 volte. Poi sempre più aggressivo: «Cerca di toglierti la vita perché sennò lo faccio io», «Quanto esci guardati le spalle io ti ho avvertito». In altri la invitava a salutare il figlio quando usciva di casa «perché non sai se tornerai». In più occasioni l’uomo è stato notato aggirarsi vicino l’abitazione dell’ex compagna, spesso la seguiva e i suoi spostamenti e una volta l’ha raggiunta sul posto di lavoro, prendendo a calci la portiera della sua auto, inveendo contro di lei.

Secondo il pm, il comportamento dell’uomo ha causato alla vittima “un perdurante e grave stato di ansia e di paura per la propria incolumità riconducibile alle minacce ricevute e al carattere assillante e delirante dei messaggi”. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio sulla quale si deciderà in udienza preliminare. —

E.L..