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Striscioni sulle case per dire “no” alla nuova bretella

Torna dopo vent’anni l’incubo per i residenti in via Dante e in viale Italia di veder passare camion e auto sull’argine giusto al livello dei primi piani

BOVOLENTA. «Il nostro quartiere diventerà una camera a gas, con i camion che sfrecceranno a pochi metri dalle abitazioni, sopra le nostre finestre»: monta la protesta fra i residenti di via Dante e viale Italia, il quartiere a ridosso dell’argine nord, quello sul quale dovrebbe correre la nuova bretella per liberare il centro storico dal traffico ed evitare la strettoia del ponte azzurro. Sulle recinzioni delle case affacciate sull’argine sono apparsi i primi striscioni, proprio come una ven ...

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BOVOLENTA. «Il nostro quartiere diventerà una camera a gas, con i camion che sfrecceranno a pochi metri dalle abitazioni, sopra le nostre finestre»: monta la protesta fra i residenti di via Dante e viale Italia, il quartiere a ridosso dell’argine nord, quello sul quale dovrebbe correre la nuova bretella per liberare il centro storico dal traffico ed evitare la strettoia del ponte azzurro. Sulle recinzioni delle case affacciate sull’argine sono apparsi i primi striscioni, proprio come una ventina d’anni fa, quando venne discussa e poi bocciata l’idea di questa strada.

Poco meno di un mese fa il progetto è stato rispolverato come soluzione del nodo viario di Bovolenta, e il presidente della Provincia Enoch Soranzo ha ottenuto un primo via libera dai comuni vicini, dalla Soprintendenza e dal Genio Civile, impegnandosi a stanziare i primi 200 mila euro per lo studio di fattibilità. Per la costruzione della strada serviranno 2,8 milioni di euro e il Comune di Bovolenta è disposto a stanziare fra i 400 e i 500 mila euro.

La bretella sarà collegata a via San Gabriele con una rotonda e correrà sull’argine, dalla parte del quartiere. Superata la chiusa verrà collegata alla provinciale 3 con una seconda rotonda.

«È un film già visto» protestano i residenti nel quartiere circondato dagli argini, dove vivono 54 famiglie e circa 160 persone. «Almeno il 90 per cento di chi vive qui non vuole questa strada, un lungo rettilineo che scorrerà a qualche metro di altezza rispetto al piano del quartiere e che ci porterà solamente traffico, inquinamento e rumore. Ci siamo già fatti sentire alla fine degli anni Novanta quando volevano imporre questo tracciato e ora siamo nuovamente pronti a dare battaglia». Il presidente della Provincia ha già fatto presente che questa è l’unica alternativa.

Nicola Stievano .