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“Miami”, Sartori e soci finiscono a processo

Il gup Brunello ha accolto la richiesta del pm Roberti. Alla sbarra anche le due figlie dell’ex gioielliere e il primario Tito Sala

arzergrande

Andranno a processo tredici dei quattordici indagati dell’inchiesta “Miami” per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio continuato e al reinvestimento con l’aggravante della transnazionalità. L’accusa è caduta davanti al gup Margherita Brunello solo per l’avvocato di Codevigo Valentino Menon. In aula, davanti al tribunale collegiale il prossimo 12 febbraio, dovranno invece comparire l’ex gioielliere di Arzergrande Ivone Sartori, 52 anni, le figlie Nicole di 24 an ...

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Andranno a processo tredici dei quattordici indagati dell’inchiesta “Miami” per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio continuato e al reinvestimento con l’aggravante della transnazionalità. L’accusa è caduta davanti al gup Margherita Brunello solo per l’avvocato di Codevigo Valentino Menon. In aula, davanti al tribunale collegiale il prossimo 12 febbraio, dovranno invece comparire l’ex gioielliere di Arzergrande Ivone Sartori, 52 anni, le figlie Nicole di 24 anni e Jamie Lee di 30, Alberto Bullo, 44, di Chioggia, Walter Favaro, 46, di Padova, Elisabetta Mirti, 43, di Torino, Tito Sala, 64, di Venezia (è primario di Otorinolaringoiatria a Piove di Sacco), Monica Donà, 55, di Codevigo, Tommi Burato, 39, di Codevigo, Agostino Luise, 50 di Piove di Sacco, Maria Manuela Borso, 53, di Cassola (Vicenza).



A coordinare le indagini il pubblico ministero Benedetto Roberti: secondo il quadro accusatorio Sartori, Mirto, Bullo, Favaro e il primario Sala erano promotori, capi e organizzatori dell’associazione criminale finalizzata a raccogliere denaro proveniente da attività illecite ed evasioni fiscali da investire in compravendite immobiliari e attività finanziarie a Miami, in Florida. Era loro il compito di dirigere e controllare l’attività materiale svolta dai principali collaboratori, ovvero le figlie di Sartori, Donà, Burato, Borso e Luise. L’inchiesta è decollata il 5 febbraio 2015 con un blitz della Guardia di finanza che ha aveva fatto scattare una serie di misure cautelari con numerose perquisizioni. Sartori, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, era negli Usa e lì è rimasto latitante. È rientrato solo pochi mesi fa, quando il gip Cristina Cavaggion aveva ormai revocato, su richiesta del suo avvocato - il penalista Carlo Augenti - l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.



Sartori e soci avrebbero raccolto denaro proveniente da evasioni fiscali per reinvestirlo nella soleggiata Florida, acquistando una serie di appartamenti a Miami. La cifra complessiva sarebbe di circa 1,2 milioni di euro. Per i difensori degli imputati si trattava, invece, di soldi puliti di cui i loro clienti avevano la disponibilità. La fitta matassa di operazioni finanziarie che hanno coinvolto diverse società, professionisti, medici e imprenditori tra il Veneto e la Florida, dovrà essere ora sbrogliata in aula. —