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La multiutility Etra a un bivio: «O le nomine o la liquidazione»

Lettera-appello del presidente del Consiglio di Gestione Levorato ai 75 sindaci soci: «Se non saranno ratificate le nuove cariche dovrete rispondere del danno»

CITTADELLA. La prospettiva con cui devono fare i conti i 75 sindaci dei Comuni soci di Etra spa - messa nero su bianco in una comunicazione planata nei giorni scorsi sulle loro scrivanie a firma del presidente del Consiglio di Gestione della società, Andrea Levorato - è di quelle che lasciano poco spazio alle speculazioni. O si rinnovano le cariche o la società finirà in liquidazione. Il che significherebbe gettare alle ortiche un patrimonio del territorio che solo quest’anno, con la chiusur ...

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CITTADELLA. La prospettiva con cui devono fare i conti i 75 sindaci dei Comuni soci di Etra spa - messa nero su bianco in una comunicazione planata nei giorni scorsi sulle loro scrivanie a firma del presidente del Consiglio di Gestione della società, Andrea Levorato - è di quelle che lasciano poco spazio alle speculazioni. O si rinnovano le cariche o la società finirà in liquidazione. Il che significherebbe gettare alle ortiche un patrimonio del territorio che solo quest’anno, con la chiusura del bilancio 2017, ha prodotto 7,5 milioni di utili.

Perché i sindaci dovrebbero tergiversare di fronte a uno scenario così banalmente chiaro? Perché tra i sindaci e il buonsenso ci si mette di mezzo la politica.

Quella della peggiore specie, che costruisce la sua forza sulle poltrone, sulla rivendicazione dei ruoli, sulla lottizzazione di piccole o grandi quote di potere. Così rischia di saltare, per mancanza del numero legale, la Conferenza dei sindaci in programma oggi mercoledì 25 a Cittadella, nella quale dovrebbero decidersi le linee generali per le nomine del nuovo Consiglio di Sorveglianza in cui siedono 15 sindaci.

Fra i 75 primi cittadini si sono creati due fronti che viaggiano su linee parallele, nessuna convergenza. Da una parte gli ex Ncd, come Mirko Patron di Campodarsego o Luciano Salvò di Villafranca (riferimento Marino Zorzato) per un accordo con l’ala “bitonciana” della Lega, fuori tutti gli altri.

Dall’altra, i cosiddetti “responsabili”, che del compromesso politico fanno virtù: ci sono i sindaci di centrosinistra, i civici e i centristi - da Alessandro Bisato di Noventa o Katia Maccarrone di Camposampiero a Walter Stefan di Saonara o Enrico Zin di Piazzola - (riferimento il presidente della Provincia Enoch Soranzo) in dialogo proficuo con la Lega a trazione Zaia- Marcato, aperti a un accordo ampio per un Consiglio più rappresentativo.

Il tempo è tiranno. Dal 2 luglio, giorno dell’approvazione del bilancio consolidato 2017 chiuso con 7,5 milioni di utili su un fatturato di 170, sono scadute le cariche in seno al Consiglio di Sorveglianza e ci sono 45 giorni per rinnovarle. 

A metà agosto si deve avere il nuovo Consiglio e per questo sarebbe già stata calendarizzata l’assemblea dei soci per la ratifica delle nomine il primo agosto. Ma in quella sede bisogna arrivare con l’accordo fra i sindaci.



Il rischio che si profila dalla piega che ha assunto il confronto politico - un impasse quasi totale tanto da essere in dubbio il raggiungimento del numero legale della Conferenza dei sindaci di oggi - sta scritto chiaramente nella lettera di Levorato: «L’esaurimento del termine massimo di proroga della scadenza comporterà l’impossibilità di funzionamento della società, compreso fra i fatti che impediscono il raggiungimento dell’oggetto sociale e causa di scioglimento della società stessa» e continua, «il regime sanzionatorio è particolarmente pesante e coinvolge tutti i titolari che avrebbero dovuto eseguire la rinnovazione, rendendoli direttamente responsabili dei danni». Basterà per riportare i sindaci sulla retta via? —