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Era stagista al Crai il dolore dei colleghi

ARZERGRANDE. Lavorava in quel supermercato da qualche mese ma era già entrato nel cuore di tutti, come era solito fare con la sua spontaneità e allegria. Non è stato per nulla facile ieri mattina per...

ARZERGRANDE. Lavorava in quel supermercato da qualche mese ma era già entrato nel cuore di tutti, come era solito fare con la sua spontaneità e allegria.

Non è stato per nulla facile ieri mattina per i dipendenti del punto Crai di via 2 Giugno a Legnaro mettersi alle casse, ai banconi e spostarsi tra le corsie senza sentire il peso della perdita del giovane collega. Un fulmine a ciel sereno, che ha colpito tutti ad inizio mattinata, gettando l’animo nel buio profondo di una notte interminabi ...

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ARZERGRANDE. Lavorava in quel supermercato da qualche mese ma era già entrato nel cuore di tutti, come era solito fare con la sua spontaneità e allegria.

Non è stato per nulla facile ieri mattina per i dipendenti del punto Crai di via 2 Giugno a Legnaro mettersi alle casse, ai banconi e spostarsi tra le corsie senza sentire il peso della perdita del giovane collega. Un fulmine a ciel sereno, che ha colpito tutti ad inizio mattinata, gettando l’animo nel buio profondo di una notte interminabile.

Enrico Zinato in quel negozio era ancora uno stagista in formazione, ma era già entrato a fare parte della famiglia.

Dopo vari lavoretti saltuari era finalmente riuscito a trovare un posto serio, con prospettive per il futuro. Nel corso degli anni, dopo la scuola, si era sempre dato da fare.

Aveva lavorato in un’azienda specializzata nella lucidatura del metallo e in una dove aveva come mansione il montaggio di componenti per biciclette. Questa nuova esperienza, che viveva con entusiasmo, lo aveva anche reso certamente più sereno e fiducioso. «Lascia» dice al telefono una voce maschile giustificatamente commossa che risponde dall’ufficio della direzione del supermercato, «un vuoto incolmabile. Era con noi non da moltissimo ma era già stato in grado di conquistare tutti. Sarà impossibile dimenticarlo. Sicuramente nelle prossime ore ci organizzeremo per fare qualcosa per mantenere vivo il suo ricordo». —

A. L. .