Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Appaltati a fine anno i lavori della condotta per irrigare la Bassa con acqua dell’Adige

MERLARA Un nuovo tubo per irrigare la Bassa prelevando dal Leb ed evitando così l’inquinatissimo Fratta Gorzone. È l’opera da 42 milioni di euro che il consorzio Adige Euganeo conta di appaltare...

MERLARA

Un nuovo tubo per irrigare la Bassa prelevando dal Leb ed evitando così l’inquinatissimo Fratta Gorzone. È l’opera da 42 milioni di euro che il consorzio Adige Euganeo conta di appaltare entro gennaio. Una condotta sotterranea alternativa di 20 chilometri, da Cologna Veneta a Merlara, chiamata da tutti “tubone anti-Pfas”, che utilizzerà l’acqua del Leb, a sua volta attinta dall’Adige. Nel Veronese, tuttavia, c’è chi storce il naso; ad esempio, il sindaco di Pressana, Stefano Marzot ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti senza meter

MERLARA

Un nuovo tubo per irrigare la Bassa prelevando dal Leb ed evitando così l’inquinatissimo Fratta Gorzone. È l’opera da 42 milioni di euro che il consorzio Adige Euganeo conta di appaltare entro gennaio. Una condotta sotterranea alternativa di 20 chilometri, da Cologna Veneta a Merlara, chiamata da tutti “tubone anti-Pfas”, che utilizzerà l’acqua del Leb, a sua volta attinta dall’Adige. Nel Veronese, tuttavia, c’è chi storce il naso; ad esempio, il sindaco di Pressana, Stefano Marzotto: «Se si spenderanno tutti questi soldi, verrà messa una pietra tombale sopra a ogni ipotesi di bonifica del Fratta Gorzone. Questo fiume è da decenni oggetto di una pesante contaminazione che arriva dal Vicentino. Realizzato il by-pass dell’inquinamento, il Fratta Gorzone sarà lasciato definitivamente a se stesso. Il nuovo tubo toglierebbe 2,5 metri cubi al secondo al Leb, e non è previsto alcun aumento di portata del canale. C’è il rischio, reale, che non ci sia acqua sufficiente per rivivificare il Fratta Gorzone». La paura, in sintesi, è che per immettere acqua dal Leb venga scaricata meno acqua pulita nel Fratta, diminuendo così la diluizione degli inquinanti. Ma il Fratta Gorzone è veramente condannato a diventare una “cloaca” a cielo aperto?

Smentisce categoricamente questa previsione Michele Zanato, presidente dell’Adige Euganeo: «Attualmente il Consorzio ha in dotazione una portata da consorzio di bonifica di secondo grado dal Leb, da 20 metri cubi al secondo, che viene ripartita così: 6,5 al secondo nel Fratta Gorzone, 11 nel Frassine, 1 di prese dalla condotta Leb, 1,5 di scarico nel fiume Bisatto. Proprio perché l’immissione di 2,5 metri cubi al secondo nella condotta, nel “tubone” cioè, costituirebbe una grave limitazione alla possibilità di dilavazione del Fratta Gorzone, il consorzio ha rimodulato i carichi in maniera da reperire la portata di 2,5 metri cubi al secondo mediante una riduzione delle derivazioni».

In parole povere, i 20 metri cubi al secondo di portata Leb rimarranno tali, diminuIranno gli scarichi nel Frassine (da 11 a 9,5) e nel Bisatto (da 1,5 a 1) ma non nel Fratta, dove i 6,5 metri cubi al secondo non varieranno. «L’acqua pulita del Leb immessa nel Fratta Gorzone sarà la stessa, dunque la situazione rispetto a oggi non cambierà e non aumenterà alcun rischio di maggior concentrazione di inquinanti», chiude Zanato. —