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Ozono, un’altra estate nera «Ticket per le auto in città»

Dal 2004 Padova ha sempre superato il limite di 25 giorni di aria irrespirabile Legambiente chiede coraggio al Comune: «Bisogna limitare il traffico privato»

Non si risolverà da solo, il problema dell’ozono. Non sarà qualche pioggia in più o un po’ di vento o chissà quale altra condizione meteorologica a liberarci del terribile inquinante che rende l’aria irrespirabile, raccogliendo il testimone dalle polveri sottili e poi cedendolo di nuovo a queste ultime, in una staffetta di veleni. Quindici estati consecutive dimostrano che sole e caldo trasformano Padova in una camera a gas. E ogni anno, denuncia Legambiente, va peggio.

sempre fuorilegge

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Non si risolverà da solo, il problema dell’ozono. Non sarà qualche pioggia in più o un po’ di vento o chissà quale altra condizione meteorologica a liberarci del terribile inquinante che rende l’aria irrespirabile, raccogliendo il testimone dalle polveri sottili e poi cedendolo di nuovo a queste ultime, in una staffetta di veleni. Quindici estati consecutive dimostrano che sole e caldo trasformano Padova in una camera a gas. E ogni anno, denuncia Legambiente, va peggio.

sempre fuorilegge

Dal 2004, cioè da quando l’Arpav misura l’ozono in relazione ai limiti per la protezione umana, Padova ha sempre superato il limite delle 25 giornate con concentrazioni superiori ai 120 microgrammi per metro cubo d’aria. Ieri la centralina della Mandria ha registrato il 39° sforamento del 2018. «E quest’anno», denuncia Lucio Passi, responsabile delle politiche antismog di Legambiente Padova, il limite di 25 giorni di sforamento è stato superato già il 29 giugno. L’anno scorso era successo l’8 luglio, nel 2016 l’1 agosto, nel 2015 il 13 luglio e nel 2014 il 21 luglio. Ma soprattutto», insiste Passi, «mai il 20 luglio si era arrivati a 39 superamenti. Questo dimostra che la situazione è in peggioramento».

PADOVA NELLA LISTA NERA

L’ultimo rapporto di Legambiente sulla qualità dell’aria accende i riflettori sulle città più inquinate. E nel capitolo dell’ozono mette in evidenza i 44 capoluoghi che nel 2017 hanno superato per più di 25 volte il limite. Padova è al 24° posto con 52 sforamenti. Ma balza al 14° posto nella classifica che mette insieme tutte le giornate fuorilegge, quelle in cui si sfora il limite delle polveri sottili (102 giorni a Padova nel 2017) e quelle in cui si supera il limite dell’ozono. Il risultato è che per 154 giorni su 365 l’aria della città è stata irrespirabile.

l’appello di legambiente

«Serve un vero cambio di passo nella lotta allo smog», attacca Lucio Passi, «anche perché l’ozono, prodotto principalmente dal traffico veicolare, è il contraltare estivo dell’inquinamento da Pm10». Legambiente promuove - ritenendole incoraggianti - le politiche su scala urbana attuate dall’amministrazione nel primo anno, in particolare «il recupero di passeggeri degli autobus grazie al ripristino del diretto piazze e alle modifiche di alcune linee urbane» e auspica che «vada in porto il progetto di servizio a chiamata notturno». E allo stesso tempo ritiene incoraggiante che il Comune abbia adottato il progetto della Bicipolitana e si prepari ad ampliare gli orari della Ztl in centro storico. «Ma si può fare di più», insiste Passi. «Vanno messe in cantiere azioni strutturali per rendere sostenibile la mobilità urbana, per disincentivare seriamente il traffico privato e per promuovere modalità collettive di trasporto di persone e merci».

IL TICKET PER IL CENTRO

Ma nell’occasione - e visto che al centro di tutto c’è il traffico - Legambiente rimette in campo anche una proposta già lanciata in passato e mai veramente considerata a Palazzo Moroni, anche perché altamente impopolare. «Se necessario», insiste Passi, «bisogna arrivare a prevedere anche forme di tariffazione per calmierare l’entrata delle auto a Padova, naturalmente sostenendole con un capillare servizio pubblico, non dimenticando di organizzare il car pooling urbano (auto condivise) e di potenziare car e bike sharing». —