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Musei della Provincia, raddoppiati i visitatori

Presenze in aumento, i “picchi” a Castello di S. Martino, Esapolis e Casa Farfalle

PADOVA. Quando andare al museo regala l’opportunità di usufruire anche di attività didattiche, educative, di intrattenimento culturale e visite guidate, è chiaro che l’appeal di questo luogo dal fascino intramontabile si libera dallo stereotipo polveroso caro ai disinformati e e ogni arriva a toccare i livelli più alti. È ciò che è successo nell’anno alle spalle, un 2017 straordinario per i musei della Provincia di Padova, gestiti da Butterfly Arc, molti dei quali sono riusciti addirittura a ...

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PADOVA. Quando andare al museo regala l’opportunità di usufruire anche di attività didattiche, educative, di intrattenimento culturale e visite guidate, è chiaro che l’appeal di questo luogo dal fascino intramontabile si libera dallo stereotipo polveroso caro ai disinformati e e ogni arriva a toccare i livelli più alti. È ciò che è successo nell’anno alle spalle, un 2017 straordinario per i musei della Provincia di Padova, gestiti da Butterfly Arc, molti dei quali sono riusciti addirittura a raddoppiare i visitatori, a conferma di una rotta vincente.

Qualche esempio? Al Castello di San Martino della Vaneza a Cervarese Santa Croce dalle 2537 visite del 2016 si è passati alle 4471 dell’anno successivo, a Villa Beatrice di Baone dalle 988 visite si è balzati a 1788, al Museo Centanin (Monselice) dalle 22 visite alle 70, all’Esapolis - il museo degli insetti a Padova - dalle 14544 visite alle 14777, alla Casa delle Farfalle e Bosco delle Fate a Montegrotto le 39 mila visite alle 42 mila, al Musme di Padova (Medicina), infine, dalle 23 mila presenze circa dello scorso anno si è passati alle 30 mila presenze circa di quest’anno.

E poi, altro fattore importante, la circostanza “festaiola”, cioè il fatto che in questi luoghi magici dal 2017 è possibile celebrare eventi come matrimoni o compleanni. «Tantissimi esperti hanno realizzato percorsi originali e appassionanti che sanno incuriosire e mettere all’opera grandi e piccini», conclude Soranzo «sono particolarmente orgoglioso di questo risultato perché oltre a valorizzare il patrimonio museale, fa rete e sistema, sviluppa le tipicità di un territorio che diventerà sempre più importante nella strategia dei Colli Euganei e degli edifici storici patrimonio del Padovano».