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Casalinghe truffate con le vendite a domicilio In tre vanno a processo

Minacciando un pignoramento e un’esecuzione forzata  si sono fatti consegnare 13 mila euro per un divano letto e 2 mila per un materasso

cartura

Rinviati a giudizio in tre per due truffe ai danni di altrettante casalinghe messe a segno con delle vendite a domicilio di divani e materassi. Il primo caso si è verificato a Cartura, nel giugno del 2016, il secondo - in questa circostanza la truffa non è andata a buon fine - a Santa Giustina in Colle, nell’ottobre dello stesso anno. Davanti al giudice dovranno comparire Davis Trevisan, 50 anni, di Padova, difeso dall’avvocato Andrea Frank, Andrea Boscaro, 47, di Vigonovo (Venezia ...

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Rinviati a giudizio in tre per due truffe ai danni di altrettante casalinghe messe a segno con delle vendite a domicilio di divani e materassi. Il primo caso si è verificato a Cartura, nel giugno del 2016, il secondo - in questa circostanza la truffa non è andata a buon fine - a Santa Giustina in Colle, nell’ottobre dello stesso anno. Davanti al giudice dovranno comparire Davis Trevisan, 50 anni, di Padova, difeso dall’avvocato Andrea Frank, Andrea Boscaro, 47, di Vigonovo (Venezia), avvocati Guido Galletti e Alberto Di Mauro, e Michele Schiavon, 51, padovano, anche lui difeso dall’avvocato Frank.



Secondo la ricostruzione del pubblico ministero Valeria Spinosa, Trevisan e Biscaro, spacciandosi per incaricati della ditta “Outlet Casa” - mentre Schiavon restava in contatto telefonico con loro - dopo aver venduto a G. A., 65 anni, degli articoli per la casa per tremila euro, si sono poi presentati più volte a casa sua facendole credere di avanzare ancora 13 mila euro. Per convincerla a pagare, hanno minacciato la donna che le sarebbero stati pignorati tutti i suoi beni. E così G. A. ha pagato con due assegni la somma richiesta, a fronte di una fattura intestata alla ditta “Babym” per l’acquisto di un divano letto.



Trevisan si è poi presentato a casa di N. P, 35 anni, a Santa Giustina in Colle, dicendosi incaricato della riscossione crediti per conto della ditta “Soluzioni per abitare”. Schiavon e Boscaro reggevano il gioco in contatto telefonico con Trevisan. La donna è stata contattata al telefono per fissare una inesistente visita del curatore fallimentare della “Soluzioni per abitare”, poiché lei aveva un debito di 12.640 euro. Debito che avrebbe potuto estinguere pagando subito la somma di duemila euro in contanti. Il pagamento le avrebbe risparmiato una trafila di solleciti di pagamento e azioni legali per il recupero dell’intera somma. La donna ha così firmato una cambiale per duemila euro a garanzia del versamento del contante. Soldi che non sono mai stati pagati per l’intervento della denuncia. Anche in questo caso è stata rilasciata una fattura a nome della “Babym” per l’acquisto di un materasso.



Due le aggravanti contestate: per tutti e tre gli imputati il pm rileva l’aver ingenerato nelle vittime il timore di un pericolo immaginario - il pignoramento e l’esecuzione forzata - e per Boscaro anche la recidiva infraquinquennale. Dopo il rinvio a giudizio disposto dal gup Mariella Fino, i tre dovranno comparire in aula il prossimo 27 novembre. —