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Acquevenete al Ministero: «Tempi rapidi per il bando»

Il progetto da 15 milioni di euro prevede l’estensione della condotta Monselice-Ponso Caso GenX, mamme all’attacco: «Si affidi l’indagine al Noe»

MONTAGNANA. Un’opera da 15 milioni di euro grazie alla quale si potrà attingere acqua da fonti non interessate dalla contaminazione da Pfas. Prosegue l’iter per arrivare all’estensione della condotta Monselice-Ponso: se n’è parlato nella serata informativa svoltasi martedì scorso.

Acquevenete ha predisposto il bando di gara per la progettazione dell’intervento e ha chiesto al Ministero una deroga in diminuzione per i tempi delle procedure di gara, in modo da accelerare l’inizio dei lavori. L’ ...

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MONTAGNANA. Un’opera da 15 milioni di euro grazie alla quale si potrà attingere acqua da fonti non interessate dalla contaminazione da Pfas. Prosegue l’iter per arrivare all’estensione della condotta Monselice-Ponso: se n’è parlato nella serata informativa svoltasi martedì scorso.

Acquevenete ha predisposto il bando di gara per la progettazione dell’intervento e ha chiesto al Ministero una deroga in diminuzione per i tempi delle procedure di gara, in modo da accelerare l’inizio dei lavori. L’ente ha anche svolto una serie di approfondimenti tecnici, individuando il tracciato.

Il progetto complessivo vede coinvolti Acquevenete, Viacqua, Acque Veronesi e Veneto Acque. L’obiettivo è cambiare le fonti di approvvigionamento idrico, avvalendosi di punti di produzione estranei all’inquinamento. Per la parte di competenza di Acquevenete, si tratta di un un’opera che costerà circa 15 milioni e rifornirà di acqua pulita Montagnanese e Basso vicentino.

Il progetto prevede il prolungamento da Ponso a Montagnana, e quindi fino a Pojana Maggiore, dell’attuale condotta Monselice-Ponso. Si andrà a sfruttare una produzione residua notturna della fonte di Camazzole, con la realizzazione di un apposito serbatoio nella città murata. Il tracciato della nuova condotta seguirà la strada regionale 10, per avere meno interferenze possibili nell’esecuzione dell’opera e accorciare al massimo i tempi. «In attesa di questi interventi, già oggi l’acqua erogata a Montagnana rispetta l’obiettivo “Pfas Zero”: la maggior frequenza nella sostituzione dei filtri ha consentito il raggiungimento del livello “zero”» ricorda Acquevenete.

Intanto, dopo lo scoppio del “caso GenX”, resta alta l’attenzione delle Mamme NoPfas: «Da sempre abbiamo chiesto alle autorità preposte tutti i controlli necessari affinché non emergessero nuovi inquinanti nell’acqua. La comparsa della sostanza GenX ci conferma che le nostre raccomandazioni non sono state ascoltate. L’indagine venga affidata al Noe». —

Davide Permunian.