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Scontri in piazza a Padova, ventidue dei centri sociali verso il processo

Ius soli: minacce, violenza e lesioni pluriaggravate le accuse per i protagonisti dei tafferugli: tra questi Tommaso Cacciari e Zulian

PADOVA. La sera del 17 luglio di un anno fa il centro cittadino è stato scosso dai violenti scontri in occasione di quelli che dovevano essere due sit-in pro e contro lo Ius Soli, rispettivamente promossi da Forza Nuova una parte e da centro sociale Pedro, Adl Cobas, militanti del Partito Comunista dei lavoratori e associazione Razzismo Stop dall’altra.

I sit-in si sono trasformati in cortei non autorizzati, finiti con cariche della polizia, lancio di fumogeni, bombe carta e quattro agenti fe ...

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PADOVA. La sera del 17 luglio di un anno fa il centro cittadino è stato scosso dai violenti scontri in occasione di quelli che dovevano essere due sit-in pro e contro lo Ius Soli, rispettivamente promossi da Forza Nuova una parte e da centro sociale Pedro, Adl Cobas, militanti del Partito Comunista dei lavoratori e associazione Razzismo Stop dall’altra.

I sit-in si sono trasformati in cortei non autorizzati, finiti con cariche della polizia, lancio di fumogeni, bombe carta e quattro agenti feriti. Oggi, per gli scontri di quella sera, risultano indagate 22 persone.



Nella lista degli indagati compilata dal pubblico ministero Sergio Dini, compaiono nel primo capo di imputazione per corteo non autorizzato Enrico Zulian, Rolando Lutterotti, Gabriele Lamastra, Omid Firouzi, Jacopo Povelato, Davide Maria Lago, Nicolò Onesto, Luca Perissinotti e Marco Zanottolo.

Sono accusati di aver disatteso le disposizioni impartite dall’Autorità di Pubblica Sicurezza dando vita al corteo non autorizzato che da piazza dei Signori li ha portati fino a piazza delle Erbe dove sono stati fermati dalla polizia.

Lungo il tragitto alcuni di loro avrebbero poi dato indicazioni ai manifestanti - circa 300 persone in tutto - per modificare il tragitto concordato, tentando anche di ostruire il passaggio degli agenti.

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Onesto, Povelato con Andrea Occhipinti, Marco Sandi, Tommaso Menegehtti e Jacopo Borga , e con loro decine di altre persone rimaste ad oggi ignote, sono accusati di aver indossato dei caschi da motociclista durante i tafferugli in piazza delle Erbe per non farsi riconoscere.

Su 17 dei 22 indagati pesa l’accusa di violenza e minacce a pubblico ufficiale: Occhipinti, Sandi, Povelato, Meneghetti, Borga, Zulian, Lutterotti, Zanotto con Marco Sirotti, Riccardo Zancato, Lorenzo Bardelle, Marisol Castellani La Biunda, Nicola Manno, Gianni Stoppelli, Tommaso Cacciari, Carmine Alba e Alberto Marsilii.

Fra loro c’era chi conduceva il furgone carico di scudi in plexiglas, chi con il megafono invitava i manifestanti a seguire il percorso non autorizzato, chi ha acceso fumogeni, tirato calci e spinte agli agenti, scagliando bottiglie e altri oggetti.

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E in 17 sono chiamati a rispondere dell’accusa di lesioni personali pluriaggravate. Una bomba carta lanciata dal corteo aveva colpito un agente che ha riportato ferite multiple con una prognosi di oltre 40 giorni, un altro agente subì una distrazione paravertebrale (prognosi 5 giorni), un terzo un trauma contusivo al piede (7 giorni) e un quarto abrasioni alle braccia (3 giorni). —