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Corriere picchiato e rapinato: calci e pugni per il telefonino

Il caffè Cavour davanti al quale si è consumata la rapina

Agguato a un uomo di 45 anni durante il turno di lavoro in centro storico I carabinieri hanno arrestato il responsabile: è un tunisino pluripregiudicato

PADOVA. Spinto a terra, preso a calci e anche a pugni. Un’aggressione sproporzionata in un momento inconsueto. L’alba. È il conducente di un furgone che rifornisce il bar Cavour la vittima della violenta rapina messa a segno ieri mattina intorno alle 6.30, nel cuore del centro storico.

Un quarantacinquenne di Torreglia stava svolgendo il consueto lavoro pensando a tutto tranne al fatto che qualcuno potesse volere fino a quel punto lo smartphone che aveva in tasca. Ma Siffi Maher, 33 anni, tun ...

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PADOVA. Spinto a terra, preso a calci e anche a pugni. Un’aggressione sproporzionata in un momento inconsueto. L’alba. È il conducente di un furgone che rifornisce il bar Cavour la vittima della violenta rapina messa a segno ieri mattina intorno alle 6.30, nel cuore del centro storico.

Un quarantacinquenne di Torreglia stava svolgendo il consueto lavoro pensando a tutto tranne al fatto che qualcuno potesse volere fino a quel punto lo smartphone che aveva in tasca. Ma Siffi Maher, 33 anni, tunisino, vive di questo, oltre che di altri furti che commette qua e là, di spaccio nelle piazze, di rapine ai connazionali. L’ultimo arresto risale appena allo scorso fine settimana, quando si è introdotto all’interno del ristorante Kofler di piazza dei Signori e si è mangiato gran parte delle torte della pasticceria.

Tornando a ieri mattina, c’è questo uomo di 45 anni che sta scaricando le tovaglie pulite del bar Cavour. Sono le 6.30, il centro semi deserto, la città che si sta svegliando, sul listòn solo pochi camioncini delle consegne agli esercenti. L’uomo viene colpito improvvisamente alle spalle, prova a fronteggiare l’aggressore ma cade. Una volta a terra riceve calci e pugni. Il tunisino, che si scoprirà poi essere Siffi Maher, si china e gli sfila il lo smartphone dalla tasca.

Nel mercato nero dei telefonini rubati 50 euro li può valere. Lui punta su questo. E con il congegno ben stretto in mano si dirige verso via Altinate. Una cameriera del bar Cavour sente le urla e corre fuori. Soccorre il corriere e insieme chiamano il 112.

Una gazzella dei carabinieri si trovava proprio nei paraggi. I militari hanno l’intuizione giusta. Imboccano via Altinate e vedono sul marciapiede una persona che corrisponde proprio alla descrizione fornita dal rapinato. Allora i militari gli saltano addosso, lo fermano, lo perquisiscono. Bingo. Ha il telefono cellulare appena rubato in tasca. Gli accertamenti si concludono con il riconoscimento “all’americana”, durante il quale la vittima dell’aggressione riconosce materialmente la persona che poco prima l’ha picchiata e derubata.

 Durante l’identificazione si scopre tutto il trascorso di Siffi Maher, che non solo non ha i documenti ma anche dà false generalità nel momento in cui viene fermato. Per la legge è irregolare sul territorio nazionale.

La sua fedina penale è costellata di condanne per porto di armi, furto, false generalità, violazione della legge sugli stupefacenti, lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale e tentato omicidio. Nessun commento da parte dei titolari del locale, né di gratitudine per la dipendente che ha soccorso il ferito, né di complimenti ai carabinieri che hanno arrestato il violento. «Non abbiamo niente da dire» ripetono. —