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Corteo di mamme con il passeggino in difesa dell’ospedale

Sindaci in prima fila, poi sono arrivati medici e infermieri Ma da ieri il Centro nascita non è più in attività





«Impugneremo il provvedimento davanti al Tar per ottenere una sospensiva. Già domani daremo incarico ai legali». Il sindaco Davide Gianella annuncia una battaglia giudiziaria contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale Immacolata Concezione.

Perché da ieri a Piove di Sacco non si può più partorire. Il punto nascite infatti, riconvertito in centro maternità, potrà prendere in carico le pazienti per la durata della gestazione, fino al momento della nascita. Poi ci si dovrà rivolgere al ...

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«Impugneremo il provvedimento davanti al Tar per ottenere una sospensiva. Già domani daremo incarico ai legali». Il sindaco Davide Gianella annuncia una battaglia giudiziaria contro la chiusura del punto nascita dell’ospedale Immacolata Concezione.

Perché da ieri a Piove di Sacco non si può più partorire. Il punto nascite infatti, riconvertito in centro maternità, potrà prendere in carico le pazienti per la durata della gestazione, fino al momento della nascita. Poi ci si dovrà rivolgere altrove: Padova, Chioggia, Monselice o Dolo.

Il primo cittadino lo ha ribadito ieri al termine della manifestazione che ha portato in piazza centinaia di persone. Tanti passeggini e tanti bambini. Ma anche tante donne che tra qualche settimana diventeranno mamme e che hanno scelto, con la loro presenza, di testimoniare il valore che il reparto ha per l’intero territorio. Quella di ieri mattina è stata soprattutto una manifestazione delle famiglie. D’altra parte l’idea di scendere in strada è stata pensata proprio dalle mamme.

Partito dal municipio, il corteo ha sfilato per le vie del centro, passando tra i banchi del mercato, per arrivare fino all’ingresso dell’ospedale. Lì ai manifestanti si sono uniti anche medici e infermieri.

Erano presenti i sindaci della Saccisica che l’altra sera hanno sottoscritto un documento (unica eccezione Correzzola) in cui si impegnano a promuovere qualunque iniziativa istituzionale per il mantenimento del Punto nascite piovese, soppresso perché non raggiunge la soglia dei 500 parti l’anno e quindi considerato meno sicuro.

Mercoledì il sindaco Gianella andrà a Roma, a colloquio con il sottosegretario alla Sanità Maurizio Fugatti. Con lui anche i sindaci di Valdagno (Vicenza) e Adria (Rovigo) che, come Piove, non hanno ottenuto una deroga alla chiusura. «La scelta di chiudere a Piove di Sacco è stata affrettata: Valdagno e Adria, infatti, sono ancora attivi» commenta il sindaco «Studieremo il caso di Portogruaro, con 60 nascite, aperto e funzionante e mai messo in discussione. Non è una questione di standard di sicurezza, che ci sono, ma di immaginare un percorso, con il Governo e la Regione, che porti a un anno di monitoraggio. Se si chiude qui non si torna più indietro». —