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Si sposa nella stanza d’ospedale cento giorni prima di morire

Luca Calore stroncato a 45 anni, solo dieci mesi fa la scoperta della malattia La moglie Romina: «Ho risposto subito “sì” e gli sono stata accanto ogni attimo»



San Giorgio delle Pertiche

Si è spento giovedì all’ospedale di Camposampiero: a 45 anni è stato stroncato da una malattia che se lo è portato via in dieci mesi.

Luca Calore, prima di morire, ha voluto realizzare un grande desiderio: sposare Romina, sua compagna da dodici anni.

A marzo, a male conclamato, dal suo letto d’ospedale Luca le ha chiesto semplicemente: «Ci sposiamo?». «Ho detto subito di sì» racconta con commozione Romina Bortolami «e il 20 ci siamo sposati nel reparto semintensivo de ...

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San Giorgio delle Pertiche

Si è spento giovedì all’ospedale di Camposampiero: a 45 anni è stato stroncato da una malattia che se lo è portato via in dieci mesi.

Luca Calore, prima di morire, ha voluto realizzare un grande desiderio: sposare Romina, sua compagna da dodici anni.

A marzo, a male conclamato, dal suo letto d’ospedale Luca le ha chiesto semplicemente: «Ci sposiamo?». «Ho detto subito di sì» racconta con commozione Romina Bortolami «e il 20 ci siamo sposati nel reparto semintensivo dell’ospedale di Padova».



Per l’occasione la stanza è stata decorata, il personale sanitario e gli amici della coppia si sono spesi perché le nozze di Luca e Romina fossero il più possibile riservate e intime. Un’atmosfera di grande commozione ha accolto Romina, emozionata e bellissima nel suo abito rosso e con un mazzo di fiori in mano.

Sono momenti preziosi che accompagneranno Romina e le daranno la forza per andare avanti ora che Luca non c’è più.

«Luca lascia un grande vuoto» dice Romina con la voce rotta dal dolore, «noi eravamo sempre insieme, anche al lavoro perché siamo dipendenti della stessa ditta di Borgoricco. Da un paio di anni pensavamo alle nozze» rivela Romina «Anche io, come tutte le donne innamorate, sognavo di sposarmi con un abito meraviglioso e una grande festa. Ma quel momento non arrivava mai, c’era tempo». Con la malattia il tempo cambia la sua dimensione, l’esigenza di un legame indissolubile si fa più forte.



«Il nostro matrimonio è stata comunque una cerimonia molto bella e tutti si sono dati da fare per noi. Non vedevo Luca così felice da tanto» afferma Romina.

Luca ha scoperto di avere un tumore alla fine di agosto dell’anno scorso dopo aver eseguito una serie di esami che dovevano scoprire la causa di tossi frequenti e febbri inspiegabili.



Il responso è stato drammatico: neoplasia polmonare.

«I medici ci hanno detto che bisognava operare» continua Romina «l’intervento era previsto a metà dicembre. Così per il suo compleanno, il 3 dicembre, abbiamo organizzato una festa con i nostri amici».

Dopo l’operazione Luca non è stato più bene. Il quadro clinico è peggiorato e si sono susseguiti ricoveri a Padova e a Cittadella.

«Il 4 maggio Luca me lo sono portato a casa» dice ancora la moglie «volevo stargli accanto tutto il tempo che ci restava. Ho imparato a gestirlo perché nel frattempo aveva subito la tracheotomia. Questi due mesi siamo stati sempre insieme, soli io e lui, me lo sono coccolato ogni minuto. Non riusciva a parlare, ma con gli occhi mi seguiva in ogni movimento. Accanto abbiamo avuto degli amici meravigliosi che non ci hanno fatto mancare affetto e sostegno». Sabato sera la situazione è precipitata ed è stato necessario il ricovero in Rianimazione a Camposampiero, dove Luca è morto giovedì mattina. –