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Flavio, in mille all’addio La mamma: «Chiamato troppo presto in cielo»

Ai funerali del ventiquattrenne precipitato in parapendio il celebrante ha immaginato il suo arrivo in Paradiso

FONTANIVA

«E ti solleverò su ali d'aquila, sulla brezza dell'alba ti farò brillare». Oltre mille persone – con una cerimonia fatta di musica e di umanità, di parole essenziali e di fraternità – hanno salutato ieri pomeriggio Flavio Violetto. Che aveva 24 anni e che è morto martedì pomeriggio, precipitando in volo con il parapendio, a Semonzo di Borso del Grappa. Il duomo di Fontaniva non è riuscito a contenere le tante persone che hanno voluto essere presenti al funerali, chi in chiesa, ch ...

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FONTANIVA

«E ti solleverò su ali d'aquila, sulla brezza dell'alba ti farò brillare». Oltre mille persone – con una cerimonia fatta di musica e di umanità, di parole essenziali e di fraternità – hanno salutato ieri pomeriggio Flavio Violetto. Che aveva 24 anni e che è morto martedì pomeriggio, precipitando in volo con il parapendio, a Semonzo di Borso del Grappa. Il duomo di Fontaniva non è riuscito a contenere le tante persone che hanno voluto essere presenti al funerali, chi in chiesa, chi nel sagrato. C'erano i giovani, tantissimi; c'erano persone con disabilità, quelle persone che Flavio avrebbe voluto far volare, o portare ad arrampicare, andando oltre convenzioni sclerotizzate, andando oltre e sfidando i limiti, con il talento del suo cervello e la generosità del suo cuore. C'era la Comunità Papa Giovanni XXIII, con la quale la famiglia di Flavio è diventata un nido di amore, in grado di accogliere nuovi figli, una metafora straordinaria di apertura e accoglienza, di concretezza del messaggio evangelico. Il parroco, don Andrea, ha immaginato la nuova dimensione del giovane e ha raccontato una storia, quella di Flavio che si presenta davanti a san Pietro, ieri era la festa del primo papa. «E allora Pietro dice a Flavio “benvenuto a destinazione”. Flavio deve realizzare, non capisce: “Ma allora è proprio vero che qui c'è qualcosa, avevo qualche dubbio...”. E Pietro: “Tu hai contribuito a dare una famiglia a chi non ce l'ha. Hai dato accoglienza a Gesù. Entra pure in paradiso”. A quel punto», ha continuato il don, «“gli angeli gli danno in dotazione un parapendio, con il compito di continuare a volare, “perché Flavio tu devi, ora, scrutare il cuore delle persone che hai lasciato. Loro adesso ti vedono come una stella in cielo”. E allora Flavio prende il parapendio e inizia a volteggiare, insieme alla sorellina Mariangela e a don Oreste Benzi”». Parole di consolazione, forse, perché è difficile staccarsi da un ragazzo di appena 24 anni, che si sarebbe laureato in fisioterapia a novembre, che aveva tanti progetti e tutta la vita davanti, che adorava riempire gli occhi di spazi sconfinati, che cercava giustizia nel mondo. Ma ieri una comunità dal cuore accogliente, in grado di trasformare le ferite in possibilità di dono, è riuscita a trasmettere quello che la mamma del giovane, Marina Birollo, voleva: «Flavio era gioia, dobbiamo celebrare l'urgenza di felicità e pienezza che lui era». E rimane il grazie: «Grazie per averci dato Flavio, anche se lo hai chiamato troppo presto in cielo. Un giorno capiremo il perché». —