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Detenuto urla “Allah è grande” E poi aggredisce tre agenti

È successo al Due Palazzi: il nordafricano aveva una lametta nascosta in bocca La denuncia del Sappe: «Stiamo lavorando in condizioni di autentico pericolo» 

In carcere al Due Palazzi tre agenti di Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti, prima verbalmente e poi fisicamente, da un detenuto nordafricano che li ha assaliti gridando «Allah akbar» (Allah è grande).

Si era pure nascosto una lametta in bocca nel tentativo di ferire il vicecomandante delle guardie. Si tratta di un detenuto arrestato in Trentino Alto Adige per rapina e reati connessi allo spaccio di droga.

lametta in bocca

A darne notizia è Giovanni Vona, segretario nazionale per il Tri ...

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In carcere al Due Palazzi tre agenti di Polizia Penitenziaria sono stati aggrediti, prima verbalmente e poi fisicamente, da un detenuto nordafricano che li ha assaliti gridando «Allah akbar» (Allah è grande).

Si era pure nascosto una lametta in bocca nel tentativo di ferire il vicecomandante delle guardie. Si tratta di un detenuto arrestato in Trentino Alto Adige per rapina e reati connessi allo spaccio di droga.

lametta in bocca

A darne notizia è Giovanni Vona, segretario nazionale per il Triveneto del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria). «L’altra mattina, all’interno della Casa di reclusione, un detenuto magrebino per ragioni sconosciute, ha dapprima cercato di aggredire il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella sezione detentiva», assicura, «e poi, durante l’accompagnamento dello stesso negli ambulatori infermieristici, ha estratto lametta abilmente occultata in bocca ed ha cercato di ferire il personale che lo stava accompagnando. Ne è nata una colluttazione. Il detenuto è stato immobilizzato, ma tre poliziotti sono rimasti contusi. Aspetto inquietante, di questa vergognosa storia, è stato che il soggetto si è scagliato contro i colleghi al grido di “ Allah akbar”. Stiamo parlando di un detenuto di circa 45 anni, ristretto per reati di lesioni, resistenza, rapina a mano armata e altro. Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità delle carceri del Triveneto e le pericolose condizioni di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria».

SOVRAFFOLLAMENTO

Solo nel marzo scorso era emerso il problema annoso del sovraffollamento delle carceri italiane e del personale della Penitenziaria costretto a turni di lavoro a dir poco impegnativi. Anche al Due Palazzi. Una protesta della Camera Penale padovana aveva evidenziato il problema in occasione delle due giornate di astensione dalle udienze penali.

Si era puntato il dito rispetto alla situazione della Casa di Reclusione di via Due Palazzi. Una “casa” con 590 reclusi rispetto a una capienza regolamentare di 439, mentre la circondariale conta 227 ospiti per una capienza di 171 (dati aggiornati al 28 febbraio).

POCHI AGENTI

Una situazione che è stata anche peggiore ma questa non è una scusante. Gli agenti dovrebbero essere in numero superiore, almeno rispetto a quanto prevede la legge. «Il paradosso è che si mette in carcere per insegnare la legalità e poi lo Stato italiano è condannato in Europa a risarcire i detenuti per un trattamento in condizioni degradanti e disumane. Da 27 anni non c’è un’amnistia, fatto che non trova precedenti nella storia repubblicana» avevano osservato i responsabili della Camera Penale.

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