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Regionale 10, adesso ci prova la Chiesa

La Pastorale sociale di Montagnana scrive al governatore Zaia: «Opera fondamentale per arrestare il declino della Bassa» 

MONTAGNANA. Ci hanno provato sindaci, categorie economiche, associazioni e comitati. Dal 2007 ad oggi, tuttavia, nulla si è più mosso.

Ora ci prova direttamente la Chiesa, stanca – come tutti gli altri attori del territorio – di assistere ad una Bassa padovana bistrattata e priva dei servizi essenziali. Stanca, nello specifico, di vedere una strada – la nuova regionale 10 che doveva collegare il Monselicense al territorio veronese – ferma da ormai undici anni.

E così il gruppo della Pastorale ...

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MONTAGNANA. Ci hanno provato sindaci, categorie economiche, associazioni e comitati. Dal 2007 ad oggi, tuttavia, nulla si è più mosso.

Ora ci prova direttamente la Chiesa, stanca – come tutti gli altri attori del territorio – di assistere ad una Bassa padovana bistrattata e priva dei servizi essenziali. Stanca, nello specifico, di vedere una strada – la nuova regionale 10 che doveva collegare il Monselicense al territorio veronese – ferma da ormai undici anni.

E così il gruppo della Pastorale Sociale del Vicariato di Montagnana-Merlara ha preso carta e penna e ha scritto direttamente al governatore Luca Zaia e all’assessore veneto alle Infrastrutture Elisa De Berti, reclamando informazioni certe sulla prosecuzione della strada e auspicando il riavvio del cantiere.

L’équipe della Pastorale Sociale è referente per venti parrocchie, dunque una fetta molto rappresentativa della Bassa padovana, e da alcuni mesi è impegnata nell’analisi delle necessità economiche e sociali del territorio, ricercando possibili soluzioni e suggerimenti da porre all’attenzione della comunità, nell’ambito della Dottrina sociale della Chiesa.

«Abbiamo valutato, tra le varie criticità, il problema della viabilità come tema prioritario e fondamentale per cercare di risollevare le sorti di questo territorio, particolarmente colpito dalla grave crisi economica, occupazionale e demografica, specie se confrontato con altre aree della nostra provincia e regione», spiega il portavoce Gianfranco Bortolami, che ha firmato la lettera destinata alla Regione assieme al vicario foraneo don Claudio Bellotto «In quest’ottica, riteniamo che il completamento della variante Strada regionale numero 10, attualmente ferma a Carceri dal 2007, sia molto importante per cercare di arrestare il declino economico e sociale di questa zona, e dare una speranza di miglioramento complessivo della qualità della vita».

Completare la nuova regionale 10, per la Chiesa locale, è fondamentale per «attrarre possibili investimenti di nuove aziende per riqualificare le grandi zone industriali e artigianali attualmente disponibili ma semiabbandonate e in disuso», ma anche per «rendere tempestivo l'intervento dei mezzi di soccorso per le persone non in pericolo di vita e migliorare la fruizione dei servizi sanitari dell’ospedale di Schiavonia, attualmente estremamente scomoda per la nostra comunità».

E ancora, il collegamento fino a Legnago garantirebbe un «alleggerimento del traffico pesante nei centri dei comuni attraversati dalla vecchia Sr 10», con forte riferimento a Montagnana, il cui patrimonio storico-architettonico è messo a dura prova dai mezzi pesanti. Il gruppo della Pastorale Sociale ricorda all’assessore De Berti l’annuncio, fatto dalla stessa, a dicembre 2017, ai sindaci della Bassa, di voler abbandonare il progetto della concessione e pedaggio e di procedere con una realizzazione a carico della Regione, sullo stesso tracciato.

«Tuttavia, ad oggi», afferma il gruppo della Pastorale sociale, «ci risulta che il bando originale della concessione non sia stato ancora dichiarato nullo e per questo motivo, non sia ancora iniziata la progettazione interna».

Da qui la richiesta di ricevere informazioni precise e l’avviso che il Vicariato non trascurerà la questione: «Ritenendo la cosa di estrema importanza e non più prorogabile, vi informiamo fin d’ora che è nostra intenzione organizzare degli incontri informativi con la comunità e con gli amministratori locali per mantenere alta l’attenzione su questa materia, e per cercare di agevolare finalmente la realizzazione di quest’opera».

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