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Ostellari presiederà la Giustizia: «Priorità alla legittima difesa»

L’avvocato della Lega a capo della commissione in Senato Lavorerà a fianco di “big” quali Grasso, Ghedini e Giarrusso

Legittima difesa, certezza della pena, emergenza carceri, velocizzazione dei processi. Alcuni dei “dossier” più caldi della legislatura giallo-verde saranno gestiti da Andrea Ostellari. L’avvocato padovano, segretario provinciale della Lega, è stato eletto ieri mattina presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama. Come vicepresidenti avrà Mattia Cruccioli del M5S, e Raffaele Stancanelli di Fdi, ma nella commissione troverà dei veri e propri “big” della politica come l’ex magistra ...

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Legittima difesa, certezza della pena, emergenza carceri, velocizzazione dei processi. Alcuni dei “dossier” più caldi della legislatura giallo-verde saranno gestiti da Andrea Ostellari. L’avvocato padovano, segretario provinciale della Lega, è stato eletto ieri mattina presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama. Come vicepresidenti avrà Mattia Cruccioli del M5S, e Raffaele Stancanelli di Fdi, ma nella commissione troverà dei veri e propri “big” della politica come l’ex magistrato Pietro Grasso, l’avvocato Niccolo Ghedini e il grillino siciliano Mario Giarrusso.

Senatore Ostellari, avversari (e non solo) le daranno filo da torcere in commissione.

«In effetti sento un po’ il peso di questa commissione, anche perché è quella a cui ha sempre guardato con interesse chi opera nel mio settore. Ho come predecessori degli illustri presidenti e questo mi fa un enorme piacere. Sarà un luogo di confronto: mi rendo disponibile ad ascoltare senza pregiudizi nei confronti di nessuno, ma consapevole delle mie idee. Con me ci saranno tutti gli attori della maggioranza, determinati a portare avanti il cambiamento».

Lei dovrà gestire una delle promesse elettorali più sentite dal popolo della Lega, soprattutto in Veneto: la legittima difesa. Confida di arrivare presto all’approvazione?

«C’è la proposta di legge Molteni alla Camera che è un punto di partenza. Ma è ovvio che questa è per noi una priorità. E vogliamo arrivare al risultato, che è quello scritto sul contratto. D’altronde i cittadini ci hanno chiesto risposte».

Libertà di difesa rispetto a chi viola un domicilio?

«Dobbiamo porre rimedio a una legge che oggi non riesce a essere efficace. Se lo Stato non riesce a prevenire certi tipi di delitti, dobbiamo fare in modo che la legge consenta ai giudici di condannare i veri criminali e tutelare le vittime. Chi si difende da un’aggressione non può finire sotto processo».

Non rischiamo di diventare un Paese di pistoleri?

«Macché. Chi oggi possiede un’arma può farlo perché gli è stato concesso dopo una serie accurata di controlli. Nessuno da noi può comprare liberamente un’arma. E poi non è questo il tema. In ogni caso, oggi c’è la volontà politica e una maggioranza che intende portare avanti questo progetto e arrivare fino in fondo. La discussione ci sarà e ci confronteremo».

Più che le armi forse il tema è la certezza della pena. Spacciatori e piccoli criminali vengono catturati e il giorno dopo tornano liberi.

«È una delle nostre priorità. Quando si parla di certezza della pena non significa necessariamente pene più alte, ma che il soggetto criminale avrà una punizione e la sconterà. Se manca quest’ultima fase, cade tutto l’impianto. In più, credo che per arrivare alla certezza della pena sia importante anche una maggior velocità del processo».

In effetti anche la lentezza della giustizia contribuisce a un clima di sfiducia sia da parte dei cittadini che delle imprese.

«Vuol dire perdere di credibilità. Non solo all’interno del nostro Paese ma anche all’estero. Questo vale anche per il civile: abbiamo processi lunghissimi, con imprenditori che cercano di esercitare il proprio diritto di credito e non riescono a portare a casa ciò che legittimamente gli è dovuto. Oggi spesso il furbetto la spunta. Dobbiamo riportare al centro la legalità».

Si può fare?

«Io credo che possano esserci degli interventi che permettano di avere un titolo esecutivo in minor tempo ed avere anche una possibilità più efficace di azionare quel titolo. Sono riforme a costo zero».

Ci saranno anche riforme più strutturali e con dei costi? Il mondo della giustizia chiede spesso strutture migliori e più personale

«Ci ragioneremo. Conosciamo il problema e ce ne faremo carico. Di certo non possiamo solo promettere, dobbiamo fare qualcosa di concreto».

Come è il rapporto, in questi primi giorni di lavoro, con i vostri nuovi “alleati” del Movimento Cinque Stelle?

«Li ho visti assolutamente positivi e convinti della possibilità di cambiare. Cominciamo a lavorare con uno spirito di condivisione. Il nostro riferimento è il programma, cioè l’accordo che è stato trovato con i Cinque Stelle, e tutto quello che attorno a questo contratto si può fare. La cosa fondamentale è il cambiamento. E mi pare che il governo sia partito con il piede giusto».