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Mercatone Uno propone il part time ai 58 di Noventa

NOVENTA. Da Bologna, dove, martedì, si è tenuto il secondo incontro tra le parti sociali dopo l'acquisizione da parte di Shernon Holding e del Gruppo Cosmos/Globo dei cinquantacinque negozi del...

NOVENTA. Da Bologna, dove, martedì, si è tenuto il secondo incontro tra le parti sociali dopo l'acquisizione da parte di Shernon Holding e del Gruppo Cosmos/Globo dei cinquantacinque negozi del Mercatone Uno, sparsi per la penisola, sono arrivate soltanto brutte notizie.

Innanzitutto è stata confermata la chiusura definitiva dei punti vendita che c'erano a Curtarolo (trentasei lavoratori), a Tribano (ventisei) ed a Valli di Chioggia (quattordici). I primi due supermercati non alimentari ave ...

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NOVENTA. Da Bologna, dove, martedì, si è tenuto il secondo incontro tra le parti sociali dopo l'acquisizione da parte di Shernon Holding e del Gruppo Cosmos/Globo dei cinquantacinque negozi del Mercatone Uno, sparsi per la penisola, sono arrivate soltanto brutte notizie.

Innanzitutto è stata confermata la chiusura definitiva dei punti vendita che c'erano a Curtarolo (trentasei lavoratori), a Tribano (ventisei) ed a Valli di Chioggia (quattordici). I primi due supermercati non alimentari avevano già abbassato le serrande tre anni fa, mentre quello di Chioggia, nel Veneziano, nel 2013.

Tutti i settanta lavoratori sovramenzionati, di cui il settanta per cento è donna, resteranno in cassa integrazione sino al 13 febbraio 2019, ma non si sa ancora che fine faranno in seguito.

Sono arrivate brutte notizie anche per i cinquantotto dipendenti della sede di Noventana. Anche se il trend delle vendite continua ad andare abbastanza bene, la nuova proprietà, infatti, ha chiesto ai sindacalisti presenti, tra cui anche i padovani Paride Sorgato, della Cgil, Romeo Muraro, della Cisl e Massimo Del Vecchio e Lorenzo Bonafè, entrambi in rappresentanza della Uil, di ottenere il semaforo verde per trasformare tutti gli attuali contratti a tempo pieno in rapporti part time.

In pratica i dipendenti di Noventa dovrebbero continuare a lavorare quasi con metà stipendio, con nuovi contratti settimanali di venti, ventiquattro, ventotto e trentadue ore. Ed, infine, anche se in merito a questo punto della vertenza, non c'è stata ancora alcuna comunicazione ufficiale, sembra che i nuovi proprietari della società italo-turca-polacca non abbiano già in cassaforte la liquidità sufficiente per pagare i prossimi stipendi.

Non si è fatta attendere la risposta, a muso duro, delle organizzazioni sindacali del settore.

«Innanzitutto ci auguriamo che i siti di Curtarolo, Tribano e Valli di Chioggia possano, in futuro, essere acquisiti da singoli imprenditori» sottolinea Del Vecchio «Per quanto riguarda, poi, la situazione occupazionale della filiale di Noventa, abbiamo subito rigettato la proposta della nuova azienda sull’ipotesi di contratti part time, ma, nello stesso tempo, ci siamo dimostrati disponibili a raggiungere un accordo in tempi brevi, ma non certo alle condizioni avanzate dai dirigenti italiani di Shernon Holding. Per quanto riguarda, infine, l'occupazione complessiva ed i pagamenti futuri, abbiamo già chiesto alla nuova società garanzie e indicazioni precise sia in riferimento ai livelli occupazionali che in ordine a quelli retributivi».

«Nel Veneto», continua Del Vecchio, «oltre al punto vendita di Noventa, continueranno a restare aperti anche quello di Carrè, in provincia di Vicenza, che è stato acquisito sempre dalla Shernon, e quello di Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, che è stato invece acquistato dal Gruppo Cosmos-Globo».

Il prossimo incontro tra le parti si terrà, sempre a Bologna, il 28 giugno.

Felice Paduano

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