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Villa Rodella a Cinto riaperta per un giorno dopo anni d’abbandono

Il cicloraduno “Sulle vie della legalità” promosso da Acli e Libera  ha fatto tappa nella proprietà sequestrata all’ex governatore Galan

CINTO EUGANEO. Una cinquantina di ciclisti sono entrati ieri mattina a Villa Rodella, il tesoro architettonico che è stato per anni dimora dell’ex governatore veneto Giancarlo Galan. La villa di Cinto Euganeo era una delle tappe del cicloraduno “Sulle vie della Legalità”, organizzato da Us Acli e Libera contro le mafie Padova. Il ristoro di metà percorso è stato allestito proprio a Villa Rodella di Cinto Euganeo, immobile confiscato all’ex ministro Giancarlo Galan, e attualmente di proprietà ...

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CINTO EUGANEO. Una cinquantina di ciclisti sono entrati ieri mattina a Villa Rodella, il tesoro architettonico che è stato per anni dimora dell’ex governatore veneto Giancarlo Galan. La villa di Cinto Euganeo era una delle tappe del cicloraduno “Sulle vie della Legalità”, organizzato da Us Acli e Libera contro le mafie Padova. Il ristoro di metà percorso è stato allestito proprio a Villa Rodella di Cinto Euganeo, immobile confiscato all’ex ministro Giancarlo Galan, e attualmente di proprietà del Demanio regionale.

L’associazione Libera, e in particolare il presidio atestino del gruppo fondato da don Luigi Ciotti, ha ripulito il lungo vialetto della villa (l’unico spazio concesso alla manifestazione da parte del Demanio), ormai abbandonata da tre anni. È la prima volta che la villa apre al pubblico, anche se per poco meno di cento metri lineari. Il Demanio non ha ancora indicato quale sarà la destinazione di questo prestigioso complesso, su cui peraltro grava anche un’ipoteca bancaria che sta rallentando ogni procedimento.

«Come presidio abbiamo avanzato la volontà di prendere in mano questo complesso, per metterlo a disposizione della collettività» spiega Daniela Torcivia, referente del gruppo Libera di Este, «non abbiamo ancora definito quale potrebbe essere la destinazione. Ne stiamo discutendo con varie associazioni, compresa l’Us Acli». «Libera si oppone da sempre alle mafie» continuano dall’associazione, «Villa Rodella non è propriamente un bene legato alla mafia, ma è stato teatro di corruzione. E la corruzione è uno degli elementi che fanno crescere la mafia».

Oltre che per un rinfresco e per qualche riflessione, la mattinata a Villa Rodella è stata anche l’occasione per conoscere la storia di Silvia Rodella (1885-1966), in arte Sellida Ilvaro (il suo anagramma), autrice di “Leggende euganee” e già residente nel complesso di Cinto Euganeo. La storia di Rodella è stata narrata da Anita Pignataro, storica che ha raccolto e rieditato parecchio materiale sulla letterata euganea.

Gran parte dei presenti giunti ieri a Villa Rodella era partita da Este, nell’appendice “sud” del cicloraduno “Sulle vie della Legalità”. Decisamente meno corposa – quattro bici in tutto – la carovana di due ruote partita da Padova e che, come altra tappa, ha sostato a Saccolongo davanti alla vecchia abitazione dell’ex imprenditore Johnny Giuriatti, condannato per avere partecipato a un’associazione di stampo mafioso, per usura e estorsione.

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