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Domino Led illumina Fabbian «Competitivi con la tecnologia»

SAN PIETRO IN GU. L’idea è quella di salvare un marchio storico dell’illuminazione, mettendo insieme l’alta qualità del design che ha rappresentato l’innovazione tecnologica dell’azienda di cui è...

SAN PIETRO IN GU. L’idea è quella di salvare un marchio storico dell’illuminazione, mettendo insieme l’alta qualità del design che ha rappresentato l’innovazione tecnologica dell’azienda di cui è titolare: il led. È anche una scelta di cuore quella di Luca Pellegrino, patron della Domino Led di San Pietro in Gu, ma castellano doc, di scommettere nel rilancio della Fabbian, storica presenza di Castelminio di Resana, di cui è stato decretato il fallimento a seguito della vicenda “baciate” dell ...

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SAN PIETRO IN GU. L’idea è quella di salvare un marchio storico dell’illuminazione, mettendo insieme l’alta qualità del design che ha rappresentato l’innovazione tecnologica dell’azienda di cui è titolare: il led. È anche una scelta di cuore quella di Luca Pellegrino, patron della Domino Led di San Pietro in Gu, ma castellano doc, di scommettere nel rilancio della Fabbian, storica presenza di Castelminio di Resana, di cui è stato decretato il fallimento a seguito della vicenda “baciate” della Banca Popolare di Vicenza.

Nata negli anni Sessanta come attività artigianale, Fabbian dal 1980 comincia un cammino di transizione dal prodotto classico a quello di design, scelta che diventa definitiva nel 1997 con l’apporto di valenti autori. Nel 2008 arriva a un fatturato di 16 milioni di euro, ma è anche il canto del cigno. La crisi dell’edilizia è dietro all’angolo, la mazzata arriva con quella delle banche venete. «Il desiderio è riportare Fabbian a rappresentare quello che è stata per decenni nel campo dell’illuminazione che essendo di Castelfranco ho sempre guardato con ammirazione» spiega Pellegrino «ma lo vogliamo fare con la marcia in più della tecnologia led: ci credo perché ho trovato nell’azienda persone con tanta energia e voglia di fare. Mantengo tutto quello che c’è di buono in questa azienda ma la voglio rendere più tecnologica e competitiva».

Dei settanta dipendenti degli anni d’oro, ora sono rimasti in 27. Pellegrino intende puntare soprattutto sul commerciale e nello specifico in quello italiano: «In questi giorni qui a Castelminio vi sono clienti da tutto il mondo che visitano la Fabbian: il mercato italiano però rappresenta solo il 10 per cento. Le competenze di Fabbian e Domino Led sono una strategia vincente per conquistare spazi anche in questo ambito». L’obiettivo è produrre dalle sei alle otto collezioni, tre nuove e altre rivisitate appunto in chiave led. Che non vuol dire solo cambiare una tipologia di lampadina, ma una diversa concezione dell’illuminazione, con notevolissimi risparmi e grande efficienza. Anche per questo è stato deciso di portare da un anno a cinque anni la garanzia sui prodotti.

Davide Nordio