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Nido e materna “in casa” mamme e papà fanno i maestri

Scuole parentali, bambini istruiti a casa, piccoli gruppi, prima improvvisati poi meglio costituiti, per supplire alla mancanza della scuola. Si sono organizzati così i genitori contrari ai vaccini...

Scuole parentali, bambini istruiti a casa, piccoli gruppi, prima improvvisati poi meglio costituiti, per supplire alla mancanza della scuola. Si sono organizzati così i genitori contrari ai vaccini che la scuola statale e quelle paritarie non possono accogliere per legge. Si sono appellati alla Costituzione. A Villafranca Padovana c’è una scuola dell’infanzia (0-6 anni) “in casa” che conta 100 bambini e che è pronta a partire a settembre, alcuni iscritti arrivano anche da Padova e da altri p ...

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Scuole parentali, bambini istruiti a casa, piccoli gruppi, prima improvvisati poi meglio costituiti, per supplire alla mancanza della scuola. Si sono organizzati così i genitori contrari ai vaccini che la scuola statale e quelle paritarie non possono accogliere per legge. Si sono appellati alla Costituzione. A Villafranca Padovana c’è una scuola dell’infanzia (0-6 anni) “in casa” che conta 100 bambini e che è pronta a partire a settembre, alcuni iscritti arrivano anche da Padova e da altri paesi della provincia. Nel corteo di ieri per le strade della città del Santo non si sono palesati padovani, ma erano numerosi i genitori di Ponte San Nicolò, Albignasego, Abano, Conselve e Cadoneghe. Molti di loro hanno aderito alla scuola parentale di Villafranca, che sostituisce nido e materna. I genitori si sono organizzati, si danno i turni, ma il peso economico di questa scelta per chi lavora è pesante e a questo si aggiungono frustrazione e ansia.

«So che sto facendo la cosa giusta» dicono tutti, «ma a causa di una legge profondamente ingiusta che pretende di fagocitare la mia libertà di individuo e genitore». Per i bambini più grandi, quelli che frequentano le scuole elementari, la multa prevista dalla legge, per i genitori, si traduce in una forma di tassazione: «Tassano la nostra libertà e siamo pronti a pagare» scandiscono mamme e papà agguerriti, «ma deve essere chiaro che non vaccineremo i nostri figli. Ed è davvero ridicolo che una sanzione rende improvvisamente “vaccinati” i nostri ragazzi».

Ci sono famiglie da tutta l’Italia, dal Trentino all’Emilia e alla Toscana. Ci sono anche bambini “vittime” dei vaccini che hanno portato nella città di Giotto la loro difficile esperienza e genitori vaccinati ma non immunizzati. Antonio, ex militare di Due Carrare, racconta che il vaccino fatto sotto l’esercito nel 1984 gli ha scatenato una serie di allergie ai farmaci che gli hanno peggiorato la vita per sempre. «Ora possiamo davvero cambiare le cose», annuncia Nassim Langrudi, di Corvelva, «tra un mese in tutti i Comuni d’Italia sarà possibile firmare la proposta di legge popolare sui vaccini, già pronta, da presentare al Parlamento». (e.sci.)