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Terre Conselvane, entro l’anno il referendum sulla fusione a tre

Intesa approvata da ognuno dei consigli comunali, ma solo con i voti delle rispettive maggioranze Le opposizioni di Conselve, Cartura e Terrassa schierate con il fronte del no: «Progetto calato dall’alto»

CONSELVE. Adesso si fa sul serio: entra nel vivo il progetto di fusione tra Conselve, Cartura e Terrassa Padovana e i prossimi 6 mesi saranno decisivi. Culmineranno con il referendum in cui i cittadini dovranno esprimersi sulla nascita di “Terre Conselvane”, centro da oltre 17. 500 abitanti. Se in uno dei tre comuni vinceranno i no, la fusione procederà comunque per gli altri due. L’altra sera i rispettivi consigli comunali hanno dato il via libera definitivo, in contemporanea alla richiesta ...

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CONSELVE. Adesso si fa sul serio: entra nel vivo il progetto di fusione tra Conselve, Cartura e Terrassa Padovana e i prossimi 6 mesi saranno decisivi. Culmineranno con il referendum in cui i cittadini dovranno esprimersi sulla nascita di “Terre Conselvane”, centro da oltre 17. 500 abitanti. Se in uno dei tre comuni vinceranno i no, la fusione procederà comunque per gli altri due. L’altra sera i rispettivi consigli comunali hanno dato il via libera definitivo, in contemporanea alla richiesta alla Regione di variazione delle circoscrizioni comunali per fusione e costituzione di “Terre Conselvane”. Ora ci sono 15 giorni di tempo per inviare a Venezia il documento politico programmatico dei tre consigli comunali, insieme alle eventuali osservazioni che potranno essere depositate in segreteria entro il 20 giugno, e avviare l’iter di valutazione da parte della Regione.

Se non ci saranno intoppi il referendum sarà fissato intorno alla metà di dicembre e, in caso di vittoria dei sì, la primavera prossima ci sarà l’elezione del sindaco e consiglio comunale del nuovo ente. Il via libera al progetto è passato, come ampiamente previsto, con i soli voti della maggioranza in tutti i tre i consigli comunali. Le opposizioni invece hanno confermato tutta la loro contrarietà a questa iniziativa e sono salite sull’Aventino, rifiutando di entrare a far parte della commissione intercomunale sulla fusione che ora avrà anche una funzione costituente e dovrà occuparsi di scrivere lo statuto dell’eventuale nuovo comune.

Le tre amministrazioni avevano previsto due posti in commissione per le minoranze di ciascun comune, invece si è dimesso anche l’unico esponente entrato nei mesi scorsi, il consigliere Andrea Zanetti di Conselve. «Ci spiace per questa decisione delle opposizioni», afferma Modesto Lazzarin, sindaco di Terrassa, anche a nome dei sindaci di Conselve e Cartura, «perché in questa fase costituente, in cui entra nel vivo il progetto di fusione, sul quale saranno i cittadini ad avere l’ultima parola, sarebbe auspicabile la più ampia partecipazione e rappresentanza proprio per favorire il dibattito e il confronto su una decisione così importante per il futuro dei nostri tre Comuni. Se lo vorranno, i consiglieri di minoranza potranno entrare in commissione anche in futuro, anzi auspichiamo che lo facciano proprio per portare il loro contributo. Le prossime settimane coinvolgeremo nei lavori della commissione anche i rappresentanti delle categorie economiche e sociali dei tre Comuni proprio per avere una pluralità di punti di vista. Nei rispettivi consigli comunali abbiamo ribadito i motivi che ci hanno portato ad affrontare questo percorso e ricordato quali potrebbero essere i benefici, illustrando anche i dettagli dello studio di fattibilità. Diversi consiglieri comunali di maggioranza hanno fatto la loro personale dichiarazione di voto a sostegno della proposta». Le opposizioni invece hanno presentato durante il dibattito un documento unitario per spiegare le ragioni del no all’iniziativa. «È una proposta calata dall’alto, o meglio, frutto di un accordo intercorso esclusivamente tra le amministrazioni comunali, dove tutto era già stato deciso a tavolino, sia riguardo alle tempistiche, sia riguardo alle modalità. Queste proposte di deliberazione inoltre non lasciavano spazio a modifiche o integrazioni, prova ne sia il fatto che tutti gli emendamenti avanzati dai consiglieri di opposizione furono respinti. Sarebbe stato doveroso dare la possibilità di entrare in commissione a ciascun gruppo di minoranza, invece anche questa proposta è stata respinta».