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Tre candidati in lizza dopo il “no” per dare il giusto peso a San Vitale

La mancata fusione ormai è solo un ricordo. Mussolin: «Difenderemo la nostra autonomia» Mizzon: «Garantiremo i servizi della Megliadina». Danese: «Nessun “mischione” ma idee concrete»  

MEGLIADINO SAN VITALE. Sarà ricordata come la prima tornata elettorale dopo la mancata fusione e non a caso i postumi del progetto di aggregazione saltato all’ultimo si sono fatti sentire, sia nella campagna elettorale che va terminando e sia nei programmi presentati dai tre candidati in corsa per la fascia di sindaco. A Megliadino San Vitale in lizza ci sono Massimo Mussolin (Uniti per Megliadino), Silvia Mizzon (Civica Vitale per Megliadino) e Samuele Danese (Dignità e Rispetto per San Vit ...

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MEGLIADINO SAN VITALE. Sarà ricordata come la prima tornata elettorale dopo la mancata fusione e non a caso i postumi del progetto di aggregazione saltato all’ultimo si sono fatti sentire, sia nella campagna elettorale che va terminando e sia nei programmi presentati dai tre candidati in corsa per la fascia di sindaco. A Megliadino San Vitale in lizza ci sono Massimo Mussolin (Uniti per Megliadino), Silvia Mizzon (Civica Vitale per Megliadino) e Samuele Danese (Dignità e Rispetto per San Vitale). Mussolin, 44 anni, dipendente comunale e già vicesindaco fino al 2014, punta tutto sull’autonomia comunale e sui beni vallivi: «Difenderemo l’autonomia di San Vitale e ne garantiremo la piena indipendenza. Per qualcuno la fusione è ancora un elemento da tenere in considerazione: noi, invece, crediamo nella piena autonomia del nostro Comune». Mussolin era stato portavoce del comitato locale che osteggiava la fusione con gli altri tre Comuni per dar vita a Quattroville. «Un altro punto fondamentale per noi è la difesa dei beni vallivi, vero tesoro della nostra comunità: non permetteremo che siano venduti, né tanto meno che siano trasformati in zone artigianali. Sono un bene agricolo dal grande valore ambientale, e tali rimarranno». La Mizzon, sindaco uscente prima del commissariamento, è avvocato di 42 anni: «Il volere del cittadino e il rispetto del referendum sono capisaldi su cui poggia il nostro programma e su cui si costruirà il nostro governo. Rispettiamo il voto e ora, in virtù di questo, dobbiamo solo lavorare per riorganizzare la macchina comunale, garantendo quelle funzioni che fino ad oggi erano garantite dall’Unione Megliadina, che terminerà di esistere a fine mese». La Mizzon assicura inoltre il completamento di un’opera importante come il palasport comunale: «Sarebbe stato concluso già per il 2019, ma i consiglieri che si sono dimessi non mi hanno permesso di farlo. Ci sono già i finanziamenti per chiudere il cantiere e dunque per dotare la palestra, oggi funzionante, di spogliatoi, tribune e parcheggi». Danese, 40 anni, commercialista e revisore legale, reduce dal mandato in minoranza, sottolinea proprio questa continuità: «Il mio gruppo arriva da quattro anni di opposizione ed è lo stesso che si è presentato alla scorsa tornata. Non abbiamo fatto strani “mischioni” e allo stesso modo non daremo vita ad una giunta con sorprese: solo gente del gruppo, votata dalla cittadinanza». Continua il candidato: «Il nostro programma è fatto di realismo e non di promesse. Sulle scuole, per esempio, lavoreremo per mantenere i plessi ma allo stesso modo non possiamo che sottolineare la difficoltà di avviare classi senza bambini che vivono in paese. E a proposito di realismo, andremo a terminare quelle opere che la scorsa amministrazione non è riuscita a completare. La palestra, su tutte: la scorsa giunta non ha mai messo i soldi necessari a bilancio e ha avuto solo la fortuna di trovare un finanziamento esterno».