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Uniti dall’impegno nel volontariato

Entrambi in pensione, si erano dedicati a tempo pieno alle attività del gruppo donatori Fidas di Ponterotto-Montà

LIMENA. Sempre insieme, nella vita come nella morte, Luigino Greggio e Cesare Zorzella. In paese a Taggì di Sotto, come a Villafranca e Limena, li vedevano sempre insieme, attivi nel volontariato dei donatori di sangue del gruppo Fidas di Ponterotto-Montà, molto presenti nel corso delle manifestazioni e delle feste di paese.

Luigino Greggio lo avevano visto tutti alla “Limena motori” in corso in questi giorni giusto venerdì sera. Molte cose li accomunavano, anche la separazione dalle rispetti ...

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LIMENA. Sempre insieme, nella vita come nella morte, Luigino Greggio e Cesare Zorzella. In paese a Taggì di Sotto, come a Villafranca e Limena, li vedevano sempre insieme, attivi nel volontariato dei donatori di sangue del gruppo Fidas di Ponterotto-Montà, molto presenti nel corso delle manifestazioni e delle feste di paese.

Luigino Greggio lo avevano visto tutti alla “Limena motori” in corso in questi giorni giusto venerdì sera. Molte cose li accomunavano, anche la separazione dalle rispettive consorti, per cui giravano spesso insieme, come ieri appunto, che avevano trascorso la giornata di festa con amici. Stavano probabilmente rincasando quando hanno avuto il terribile incidente costato la vita ad entrambi. Due persone per bene, molto gentili e disponibili, grandi lavoratori ma anche dediti al volontariato, i primi ad organizzare e a dare una mano nell’allestimento di feste e manifestazioni.

Greggio era nato a Rovolon 56 anni fa ed era padre di due figli, un ragazzo e una ragazza, poco più che ventenni. L’amore per il prossimo lo aveva trasmesso anche alla figlia, per anni animatrice alla parrocchia di Taggì di Sotto. Greggio era il titolare della carpenteria GL, in via Corsica a Piazzola Sul Brenta. Si era fatto da sé, Luigino, iniziando a lavorare come operaio addetto alle riparazioni dei macchinari agricoli, fino ad aprire un’attività in proprio, sempre attinente alla lavorazione del ferro, nel ramo della carpenteria industriale agricola. Sempre gentile e sorridente, non mancava mai ad una manifestazione promossa dalla Fidas, portava il labaro e poi si metteva dietro alle griglie allo stand gastronomico. Una vita dedicata al lavoro, ai figli e al volontariato, la sua. Appunto per la sua costante presenza alle manifestazioni anche pubbliche, organizzate sia a Limena che a Villafranca Padovana, era molto conosciuto. La frazione di Taggì di Sotto, in cui viveva, ricade su entrambi i Comuni, infatti, e pur essendo la sua casa in territorio di Limena, distava molto poco da quella dell’amico di sempre, Cesare Zorzella, sebbene poi la sua ricadesse sotto il Comune di Villafranca.

Cesare Mariano Zorzella era originario di San Bonifacio in provincia di Verona, ma da tempo si era trasferito nel Padovano. Aveva 63 anni e due figlie. Anche il suo matrimonio si era concluso e viveva in casa con gli anziani genitori. Da qualche tempo era in pensione, dopo aver lavorato al mercato agricolo coperto di Padova. Anche lui, come l’amico Luigino, sempre molto presente con i donatori di sangue. Dove c’era uno, c’era anche l’altro, condividevano hobby e passioni, oltre che l’amore per il prossimo e la vita sociale. «Apprendere della loro tragica e improvvisa scomparsa è una notizia che mi addolora profondamente» commenta il sindaco di Villafranca Padovana, Luciano Salvò. «Li conoscevo bene entrambi, per averli visti spessissimo ad ogni manifestazione pubblica organizzata nel Comune. L’ultima volta che li ho incrociati è stato appunto ieri mattina, alla partenza della marcia della scuola organizzata dal Comitato genitori. Facevano pare di un team di persone dedite al volontariato molto affiatato e sempre disponibile ad aiutare e a partecipare alla vita della comunità».

Molto amanti degli animali entrambi, poi: avevano scelto di utilizzare come foto di copertina dei loro profili Facebook Luigino Greggio i suoi due splendidi cani doberman, Cesare Zorzella invece il bellissimo gattone nero. Anche il parroco di Taggì, don Paolo Pegoraro, li conosceva appunto per via dei figli di Greggio che avevano frequentato (specialmente la ragazza) la parrocchia e per la costante presenza ad ogni manifestazione pubblica. Era impossibile non incontrarli in giro in paese: giusto l’altra mattina persino il parroco aveva trovato Luigino al bar davanti alla chiesa. Oltre a organizzare le manifestazioni per contro del gruppo Fidas di Ponterotto, partecipavano anche a quelle degli altri gruppi, così da trovare spunti per migliorare sempre la qualità dell’organizzazione.