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I sindaci del Parco puntano i piedi

Alla Regione chiedono di contare di più nel direttivo e di assegnare all’Ente competenza paesaggistica

ESTE. Più sindaci nel direttivo, competenza paesaggistica al Parco e una programmazione più attenta contro la fauna selvatica. Sono queste le convinzioni che i sindaci dei Colli Euganei hanno sottoposto ieri mattina alla Regione Veneto. A palazzo Ferro Fini a Venezia, la Seconda commissione aveva infatti in esame i progetti di legge dedicati alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dei Parchi regionali. Si tratta di una normativa attesa da anni che ha lo scopo di rivedere la gestione d ...

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ESTE. Più sindaci nel direttivo, competenza paesaggistica al Parco e una programmazione più attenta contro la fauna selvatica. Sono queste le convinzioni che i sindaci dei Colli Euganei hanno sottoposto ieri mattina alla Regione Veneto. A palazzo Ferro Fini a Venezia, la Seconda commissione aveva infatti in esame i progetti di legge dedicati alla riorganizzazione e alla razionalizzazione dei Parchi regionali. Si tratta di una normativa attesa da anni che ha lo scopo di rivedere la gestione degli enti Parco, oggi in larga parte commissariati (come il Parco Colli, commissariato dal maggio 2016), e che dovrebbe entrare in vigore da gennaio 2019.

La nuova legge chiarisce (non troppo) le competenze dei Parchi e (maggiormente) la formazione degli organi di potere di queste realtà. Le audizioni di ieri sono servite per accogliere eventuali proposte di modifica da parte dei principali attori del territorio euganeo. I primi cittadini dei Colli erano rappresentati per l’occasione da Roberta Gallana di Este, Luca Callegaro di Arquà Petrarca, Riccardo Masin di Galzignano Terme, Filippo Legnaro di Torreglia e dal'assessore Matteo Turetta di Teolo. Spiegano i cinque: «Abbiamo proposto un testo emendativo sottoscritto anche da Lozzo Atestino e Vo’. Innanzitutto la nuova riforma non può prescindere dal territorio, e quindi nella nuova governance dei Parchi deve essere garantita maggior rappresentatività alle realtà istituzionali e socioeconomiche locali».

Entrando nel dettaglio, i primi cittadini hanno criticato la scelta di far sedere nel consiglio direttivo del nuovo Parco – che sarà composto da cinque figure – un solo sindaco: «Abbiamo chiesto che i cinque componenti siano tre sindaci, un rappresentante delle associazioni di categoria agricole e un esperto». Non solo: se il progetto di legge prevede che la nomina dei cinque membri dell’esecutivo sia competenza del presidente della giunta regionale, i sindaci hanno chiesto che nel direttivo siedano un sindaco nominato dal governatore veneto e due scelti direttamente dai quindici rappresentanti dei Comuni (che formano la cosiddetta Comunità del Parco assieme ai tre esperti nominati dalla Regione). Tra le modifiche proposte c’è anche il taglio del gettone di presenza. I sindaci hanno inoltre chiesto che «la tutela paesaggistica sia data in gestione al nuovo Parco. Questo garantirebbe omogeneità di visione su un tema che riguarda un territorio che deve essere inteso unitariamente; non si può cadere nell'equivoco che diversi Comuni abbiano linee programmatiche disomogenee in tema di tutela ambientale e paesaggistica». Il progetto di legge tratta infatti il Parco Colli, storicamente competente in materia paesaggistica, come gli altri Parchi minori, lasciando ai vari Comuni la possibilità di stringere eventuali convenzioni con il Parco stesso. E sul fronte del contenimento della fauna selvatica, e dunque anche dei cinghiali: «Non possiamo rincorrere periodicamente l'emergenza e per questo l'attività di programmazione è il minimo che si possa chiedere. In questo senso è necessario assicurare quindi sia le risorse per la gestione ordinaria che stanziamenti annuali per le azioni di prevenzione dei danni causati dalla fauna selvatica».

Chiudono i cinque: «La riorganizzazione dei Parchi è un'occasione da cogliere e per quanto ci riguarda abbiamo voluto farci portavoce di istanze che il territorio sente come essenziali: partecipazione, tutela dell'ambiente e del paesaggio, sicurezza contro la fauna». I 13 articoli del progetto di legge sono stati approvati a maggioranza dalla Seconda commissione, che tuttavia ora vedrà se considerare o meno gli emendamenti raccolti dai vari soggetti ascoltati ieri.