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Si sente male, l'autista del bus la fa scendere e la pianta lì 

(foto d'archivio)

La 68enne, diretta a Padova per una visita, durante il tragitto ha iniziato a stare sempre peggio: «Hanno dovuto ricoverarmi»

GALLIERA VENETA. Si sente male in corriera, inizia a vomitare e l’autista la fa ascendere a una fermata senza aiutarla. «Il giorno dopo mi hanno ricoverata e sono rimasta in ospedale alcuni giorni, ora voglio denunciare l’accaduto ai carabinieri», racconta senza nascondere amarezza e delusione R.V., 68 anni. La donna, che vive a Galliera, martedì della scorsa settimana è salita su una corriera di Bus Italia diretta a Padova.

«Sono partita con il bus che passa alle 7.40 davanti al Consorzio di ...

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GALLIERA VENETA. Si sente male in corriera, inizia a vomitare e l’autista la fa ascendere a una fermata senza aiutarla. «Il giorno dopo mi hanno ricoverata e sono rimasta in ospedale alcuni giorni, ora voglio denunciare l’accaduto ai carabinieri», racconta senza nascondere amarezza e delusione R.V., 68 anni. La donna, che vive a Galliera, martedì della scorsa settimana è salita su una corriera di Bus Italia diretta a Padova.

«Sono partita con il bus che passa alle 7.40 davanti al Consorzio di Cittadella, in Riva IV Novembre, alle 9.30 avevo una visita di controllo in ospedale a Padova», spiega. A metà del tragitto, però, la donna ha iniziato ad avvertire un diffuso malessere: «Ho iniziato a sudare freddo, mi mancava il fiato, così sono andata dall’autista chiedendo si fermasse, avevo un senso nausea, di vomito». Ma non sarebbe stata ascoltata: «Il conducente ha tirato dritto e io ho iniziato a vomitare. Solo a quel punto si è fermato, ha aperto la porta e mi ha invitato a scendere due scalini, poi mi ha spiegato che doveva proseguire e così sono rimasta alla fermata, da sola, pioveva a dirotto. L'autista non mi ha neppure chiesto come stessi».

Il dolore allo stomaco non accennava a diminuire: «Non conoscevo il posto in cui mi trovavo. Ho chiamato mia figlia, che stava per andare al lavoro. Lei mi ha suggerito di fotografare la fermata, ero alla Crema Sport, e mi ha rintracciata e portata a casa sua».

La Crema Sport è all’altezza di Altichiero, a nord di Padova. Per la sessantottenne il calvario era all’inizio: «Ho aspettato, mia figlia mi ha portato a casa sua, mi sono distesa sul divano, ero bagnata fradicia. Poi mio figlio mi ha riportata a Galliera». La notte non è passata serenamente e così il mattino successivo la donna si è rivolta al medico di base: «E lui subito mi ha indicato di recarmi in Pronto soccorso a Cittadella, sono anche diabetica. I sanitari mi hanno quindi riscontrato un battito irregolare e hanno deciso per il ricovero. Sono rimasta in ospedale fino a sabato scorso nel reparto di Cardiologia», aggiunge. Un’esperienza che non vuole archiviare come se nulla fosse: «Provo ancora un senso di agitazione, per quanto accaduto, e soprattutto un grande rammarico. Per questo voglio denunciare quello che mi è capitato ai carabinieri, non è possibile essere lasciati a se stessi in questo modo».

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