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«Le mani di Quinn a sostegno del Vajont»

La proposta di una bimba di Casale di Scodosia colpisce il governatore Zaia 

CASALE DI SCODOSIA. Due grandi mani a sorreggere la diga del Vajont, per regalare maggiore serenità agli abitanti. È l’idea di Giuditta, bambina di 10 anni di Casale, che ha scritto una lettera al presidente della Regione e al suo assessore alla Cultura per lanciare questa proposta: «Ho visto al telegiornale più di una volta le mani giganti dell’artista Lorenzo Quinn, appoggiate a un palazzo di Venezia e ho sentito che hanno bisogno di una nuova collocazione, ma Quinn le vorrebbe lasciare a ...

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CASALE DI SCODOSIA. Due grandi mani a sorreggere la diga del Vajont, per regalare maggiore serenità agli abitanti. È l’idea di Giuditta, bambina di 10 anni di Casale, che ha scritto una lettera al presidente della Regione e al suo assessore alla Cultura per lanciare questa proposta: «Ho visto al telegiornale più di una volta le mani giganti dell’artista Lorenzo Quinn, appoggiate a un palazzo di Venezia e ho sentito che hanno bisogno di una nuova collocazione, ma Quinn le vorrebbe lasciare a Venezia», scrive la bimba. «A me sarebbe venuta questa idea: con la mia famiglia sono andata a visitare la diga del Vajont e, una volta lì mi sono immaginata quanta paura devono aver avuto gli abitanti di quei paesi durante il disastro. Ho pensato di appoggiare le mani giganti alla diga per renderli più sereni. Che ne pensate?».  

La risposta del governatore Zaia: «Come rispondere a una ragazzina di soli 10 anni che in poche righe è riuscita a trasmettere tutto l’amore che nutre per il nostro adorato Veneto? Carissima Giuditta, è davvero bello leggere la tua proposta», ha risposto Zaia in Facebook, pubblicando la letterina nel suo profilo «Nonostante la tua giovane età, dimostri una grande maturità e una solidarietà altrettanto profonda, che già ti spingono a pensare e riflettere su come aiutare il prossimo. Il sincero interesse che hai dimostrato nei confronti di quelle comunità che, 55 anni fa, ebbero a patire sofferenze così grandi è una cosa che, cara Giuditta, riempie di gioia e di commozione. Ti ringrazio di cuore per le tue considerazioni, che saranno fonte di riflessioni, e ti saluto con affetto».