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C’è anche la poca visibilità fra le cause dell’incidente

Un cantiere è aperto nel tratto di Sr10 a Este dove domenica è morto il centauro Il dolore del figlio-collega nell’accademia di arti marziali: «Sono senza parole»

SAN PIETRO VIMINARIO. «Non riusciamo, in questo momento, a trovare parole per descrivere mio padre e quello che stiamo provando. Lo farò tra qualche giorno, in occasione del funerale, con le persone che verranno a dargli l’ultimo saluto». Nicola Berto, 52 anni di San Pietro Viminario, è morto domenica pomeriggio nell’incidente avvenuto lungo la regionale 10 a Este, tra via Principe Amedeo e via Atheste. Berto era in sella alla sua Honda ed è finito contro una Fiat Punto che viaggiava in sens ...

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SAN PIETRO VIMINARIO. «Non riusciamo, in questo momento, a trovare parole per descrivere mio padre e quello che stiamo provando. Lo farò tra qualche giorno, in occasione del funerale, con le persone che verranno a dargli l’ultimo saluto». Nicola Berto, 52 anni di San Pietro Viminario, è morto domenica pomeriggio nell’incidente avvenuto lungo la regionale 10 a Este, tra via Principe Amedeo e via Atheste. Berto era in sella alla sua Honda ed è finito contro una Fiat Punto che viaggiava in senso opposto e che stava svoltando a sinistra. Il cinquantaduenne, sbalzato dalla moto e volato contro il palo del semaforo, è morto nonostante i prolungati tentativi di rianimazione dei sanitari.

Marco, figlio di Nicola, oggi ha poche parole per raccontare quello che famigliari e amici stanno vivendo in queste ore. È stato lui, sabato sera, il primo a ricevere la notizia della tragedia. Lui che, oltre a un legame di sangue, divideva con Nicola anche due grandi passioni, quella per la motocicletta e quella per le arti marziali. Il padre, sei anni fa, aveva fondato la Scuola delle 9 Armonie di Conselve, realtà nata per promuovere la diffusione dell’arte marziale cinese e tibetana. Nicola ne era direttore tecnico, oltre che maestro, e il figlio Marco di 23 anni era diventato istruttore con lui. Il cinquantaduenne ci dedicava tempo e risorse, soprattutto dopo la pensione, raggiunta dopo l’impegno professionale come guardia carceraria.

Non è ancora stata decisa la data del funerale del motociclista, che viveva a Vanzo e che oltre al figlio lascia il fratello Luca, la sorella Luisa, papà Guglielmo e mamma Maria.

Intanto i carabinieri della Compagnia atestina stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente: ieri sono stati ascoltati i due testimoni oculari del tragico episodio. In molti, inoltre, continuano a sottolineare l’attuale pericolosità dell’incrocio, in particolare quando il semaforo non è funzionante (domenica era solamente lampeggiante). L’area dell’ex Saffa, dove è avvenuto l’incidente, è in queste settimane teatro di un cantiere che limita notevolmente la larghezza della carreggiata. La stessa presenza di una transenna, quella sistemata sul nuovo cordolo spartitraffico, potrebbe aver limitato la visibilità dell’automobilista che svoltando a sinistra ha tagliato la strada all’Honda di Berto, nascondendo il sopraggiungere della moto.

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