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Finisce in moto contro auto e semaforo

La Punto svolta a sinistra verso la stazione, dalla parte opposta arriva una Honda: il centauro sbalzato muore dopo un’ora

ESTE. Il semaforo lampeggiante, il cantiere in atto, la velocità o la disattenzione di uno o dell’altro mezzo. Difficile determinare quale sia stata la causa principale del tragico incidente avvenuto ieri pomeriggio nel tratto atestino di via Padana Inferiore. All’incrocio tra via Atheste e via Principe Amedeo ha perso la vita Nicola Berto, istruttore di arti marziali di 52 anni, padre di un figlio e residente a San Pietro Viminario. Per quasi un’ora i sanitari del 118 hanno tentato in tutti ...

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ESTE. Il semaforo lampeggiante, il cantiere in atto, la velocità o la disattenzione di uno o dell’altro mezzo. Difficile determinare quale sia stata la causa principale del tragico incidente avvenuto ieri pomeriggio nel tratto atestino di via Padana Inferiore. All’incrocio tra via Atheste e via Principe Amedeo ha perso la vita Nicola Berto, istruttore di arti marziali di 52 anni, padre di un figlio e residente a San Pietro Viminario. Per quasi un’ora i sanitari del 118 hanno tentato in tutti i modi di rianimare il centauro, il cui decesso è stato dichiarato ufficialmente alle 19.20.

L’incidente. Nicola Berto era in sella alla sua Honda Hornet. Erano le 18.30 e il motociclista di San Pietro Viminario stava viaggiando in direzione di Monselice. Arrivata all’altezza dell’incrocio che taglia verso la stazione ferroviaria, la motocicletta di Berto è stata centrata da una Fiat Punto che procedeva in senso opposto, verso Montagnana. Il mezzo, con al volante una ventenne di Villa Estense e con a bordo un coetaneo, stava svoltando proprio su via Principe Amedeo, a sinistra, verso la stazione dei treni. Il cinquantaduenne è stato sbalzato dalla Honda ed è piombato contro il palo del semaforo. La moto ha continuato la sua corsa per un’altra trentina di metri. Il botto ha richiamato in strada numerose persone, che hanno prestato i primi soccorsi al centauro agonizzante.

I soccorsi. Quando Berto è stato raggiunto dai primi soccorritori, era ancora vivo. «Faceva ancora qualche impercettibile movimento» conferma uno dei presenti «Credo che gli sia stato fatale il colpo contro la ringhiera e soprattutto il palo del semaforo, più che quello contro con la Punto». In seguito all’impatto con l’automobile, infatti, il motociclista è volato giù dal suo mezzo ed è finito violentemente contro la struttura in ferro, rimediando un forte colpo al capo e al collo. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato per oltre tre quarti d’ora di rianimare il cinquantaduenne. È atterrato anche l’elisoccorso, che però è ripartito senza il ferito. Berto è stato dichiarato morto alle 19.20. Il personale medico ha prestato anche assistenza alla ventenne conducente della Punto, uscita incolume dallo scontro ma evidentemente in stato di shock per quanto accaduto. La giovane è stata raggiunta dai famigliari. Più di cento persone hanno assistito alle manovre di soccorso del Suem, pietosamente celate dietro a delle lenzuola, fiduciose che l’uomo potesse farcela.

Le cause. I rilievi dell’incidente, durati fino alle 20, sono stati effettuati dai carabinieri di Castelbaldo. A loro il compito di accertare le cause dell’incidente, che pare essere legato a più fattori: dalla velocità della motocicletta alla mancata precedenza della conducente. «Non capiamo perché nei giorni di festa il semaforo di quest’incrocio sia lampeggiante» aggiungono tuttavia alcuni residenti «Non è che di domenica si corra di meno o che questa strada diventi meno pericolosa. Se ci fosse stato il rosso, questa morte non ci sarebbe stata». E ancora: in quel punto è allestito da qualche settimana un cantiere, che in qualche modo può aver ridotto la visuale alla conducente della Punto. Una transenna con due cartelli stradali, infatti, potrebbe aver nascosto parzialmente l’arrivo della Honda.

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