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No porcilaia urlato davanti alla Provincia

STANGHELLA. No all’ampliamento della porcilaia di via Correzzo. L’ha ribadito con fermezza la delegazione di manifestanti che ieri mattina ha raggiunto la sede della Provincia a Padova per esprimere...

STANGHELLA. No all’ampliamento della porcilaia di via Correzzo. L’ha ribadito con fermezza la delegazione di manifestanti che ieri mattina ha raggiunto la sede della Provincia a Padova per esprimere platealmente le proprie preoccupazioni. Questo perché la Provincia, il mese prossimo, dovrà esprimersi sulla possibilità di approvare il progetto di ampliamento dell’allevamento intensivo di suini che passerebbe così dagli attuali 3.500 capi a oltre diecimila. Preoccupazioni che derivano da una ...

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STANGHELLA. No all’ampliamento della porcilaia di via Correzzo. L’ha ribadito con fermezza la delegazione di manifestanti che ieri mattina ha raggiunto la sede della Provincia a Padova per esprimere platealmente le proprie preoccupazioni. Questo perché la Provincia, il mese prossimo, dovrà esprimersi sulla possibilità di approvare il progetto di ampliamento dell’allevamento intensivo di suini che passerebbe così dagli attuali 3.500 capi a oltre diecimila. Preoccupazioni che derivano da una qualità della vita minata da odori già nauseabondi, ma anche dal crollo del valore degli immobili e l’aumento dei livelli di polveri sottili nell’aria. In questi mesi sono state raccolte firme, fatti esposti e organizzati incontri. «Nella Bassa padovana» ha detto Moreno Ferrari di Terre Nostre Veneto «ormai stanno proliferano solamente impianti e investimenti ad alto impatto ambientale, frutto di una visione di sfruttamento del territorio. Decine di impianti a biogas, centinaia di allevamenti intensivi, discariche, impianti di trattamento rifiuti di ogni genere, i terreni usati come discariche di fanghi, falde e canali con inquinanti di ogni tipo. Ormai ai cittadini rimane solo la mobilitazione per cercare di fermare questi insediamenti e garantirsi un livello di vita almeno decente». Presenti alla protesta anche Raphael Raduzzi del M5S e Francesco Miazzi del movimento ambientalista.

Alessandro Cesarato