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Sit-in contro la porcilaia di Stanghella

“No” all’ampliamento dell’allevamento: mobilitazione davanti alla Provincia

STANGHELLA. Sit-in domani alle 10.30 in piazza Antenore a Padova, per chiedere alla Provincia di bloccare il progetto di ampliamento dell’allevamento intensivo di maiali di via Correzzo. La mobilitazione è promossa dal locale comitato di cittadini contrari all’ingrandimento dell’allevamento, e dalla sezione di Stanghella Pozzonovo dell’associazione Terre Nostre Veneto. I malumori in paese, specie dei residenti della zona, sono iniziati circa un anno fa quando è diventata pubblica la notizia ...

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STANGHELLA. Sit-in domani alle 10.30 in piazza Antenore a Padova, per chiedere alla Provincia di bloccare il progetto di ampliamento dell’allevamento intensivo di maiali di via Correzzo. La mobilitazione è promossa dal locale comitato di cittadini contrari all’ingrandimento dell’allevamento, e dalla sezione di Stanghella Pozzonovo dell’associazione Terre Nostre Veneto. I malumori in paese, specie dei residenti della zona, sono iniziati circa un anno fa quando è diventata pubblica la notizia che l’azienda agricola titolare dell’allevamento aveva inoltrato alla Provincia la richiesta per l’autorizzazione a un considerevole ampliamento. I titolari gestiscono un allevamento di suini da ingrasso dal 1985 con capienza massima autorizzata di 3.560 capi che, dopo i lavori, saliranno a oltre 10 mila. In particolare il progetto prevede l’edificazione di otto moderne porcilaie, la sistemazione di viabilità interna e percorsi interni, la ristrutturazione del locale per la preparazione della broda e l’installazione di tre silos per il mangime. In questi mesi l’iter di autorizzazione, che non è concluso, ha visto la Provincia richiedere alla ventina di enti coinvolti nella conferenza dei servizi, vari studi e verifiche di compatibilità che riguardano atmosfera, ambiente idrico, suolo e sottosuolo, biosfera, ambiente fisico, paesaggio, patrimonio culturale, e salute umana. Intanto un gruppo di residenti che si sono sentiti minacciati dal possibile ampliamento, hanno iniziato a muoversi cercando di sensibilizzare gli altri cittadini e incassando l’appoggio di realtà associative ambientaliste. In questi mesi sono stati fatti incontri pubblici, promossa una raccolta di firme e inviate diffide. A preoccupare sono vari fattori, concatenati. Per prima cosa si teme per gli odori sgradevoli, già esistenti, che potrebbero intensificarsi a dismisura. C’è poi un problema di sostenibilità ambientale legato al traffico di mezzi pesanti che aumenterebbe portando con sé, oltre a pericoli e danneggiamenti al manto stradale, anche un’esplosione della concentrazione delle polveri sottili.

Alessandro Cesarato