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La comunità in festa per la “sua” chiesa

Rito della dedicazione presieduto dal vescovo, 4 giorni di eventi e celebrazioni

CARMIGNANO DI BRENTA. Comunità in festa per la dedicazione della Chiesa del capoluogo, che dopo 70 anni e 6 mesi di lavori, torna al suo splendore. Sarà un weekend di eventi religiosi, culturali e ricreativi, che avranno come momento clou la solenne celebrazione di sabato alle 19 accompagnata al rito della dedicazione presieduto dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Un avvenimento straordinario non solo per il paese, dato che in questi tempi è rara la costruzione e la consacrazione di un ...

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CARMIGNANO DI BRENTA. Comunità in festa per la dedicazione della Chiesa del capoluogo, che dopo 70 anni e 6 mesi di lavori, torna al suo splendore. Sarà un weekend di eventi religiosi, culturali e ricreativi, che avranno come momento clou la solenne celebrazione di sabato alle 19 accompagnata al rito della dedicazione presieduto dal vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol. Un avvenimento straordinario non solo per il paese, dato che in questi tempi è rara la costruzione e la consacrazione di una chiesa. La prima a Carmignano, dedicata a Santa Maria Assunta, fu eretta nel XII secolo assieme a un castello vicino al Brenta, entrambi andarono distrutti. Nel 1945 venne realizzata quella attuale, in una posizione centrale rispetto alle altre due piccole comunità locali (Spessa e Ospitale). I lavori iniziarono nel ’35 sotto la guida di don Giuseppe Belluzzo, che si mise subito all’opera per racimolare i soldi, dalla vendita dei garofani alle porte della chiesa alla “questua delle uova”. Poi ci fu la guerra e i lavori si fermarono per finire nel ’46. Si diedero tutti da fare “gratis et amore Dei” trasportando ghiaia e sabbia dal Brenta per innalzare la chiesa a oltre 35 metri.

Un luogo di culto con le caratteristiche di un duomo, capace di ospitare 600 persone sedute, che ha sofferto pesantemente il peso degli anni. Da qui la necessità di un piano di interventi consistente che ha visto uniti Parrocchia, Comune, associazioni e soprattutto la gente. Nel segno di questa unità ritrovata attorno alla chiesa, la comunità si è rafforzata e rimboccata le maniche. «Oggi, assieme alla dedicazione, celebriamo questa unità», afferma con orgoglio il parroco don Egidio Girolimetto. «La gente ha scoperto che è bello stare insieme ed essere parrocchia. È stato fatto un vero cammino ecclesiale che ha risvegliato un forte senso di appartenenza alla comunità, il desiderio di collaborare e partecipare per il bene di tutti. I lavori sono stati eseguiti in 4 step: sostituzione del tetto compromesso da infiltrazioni, sistemazione delle bussole, rifacimento delle gradinate esterne e realizzazione di controsoffitto e nuovo impianto di illuminazione». Manca solo il campanile, che stranamente non è mai stato eretto e chissà se potrà esserlo in futuro. Ai lavori parrocchiali si sono aggiunti quelli comunali (220.000 euro) per rifare il manto del sagrato e tutta la linea delle acque di prima pioggia oltre che le scalinate centrali e laterali. «Teniamo molto alla nostra Chiesa e abbiamo sempre cercato di sostenere la parrocchia», spiega il sindaco Alessandro Bolis che assieme alla Giunta accoglierà il vescovo con il gonfalone municipale. «Sono convinto che la chiesa oggi più che mai rappresenti un punto importante per la crescita umana e culturale di una comunità».

Paola Pilotto