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Monselice, rubate due coroncine d’argento in Duomo

Profonata la statua della Madonna del Pomo, dopo il furto di lunedì scorso a San Giacomo: indagano i carabinieri

MONSELICE. A pochi giorni di distanza dall’atto profanatorio nella chiesa di San Giacomo Apostolo, un altro brutto episodio scuote la comunità cristiana di Monselice. Ignoti hanno infatti portato via due corone d’argento dalla statua della Madonna del Pomo all’interno del duomo cittadino.

Il fatto risale a giovedì scorso, in un orario compreso probabilmente tra le 19, 30 e le 20, ed è stato reso noto ai fedeli dal parroco don Sandro Panizzolo durante la messa domenicale. I ladri sono entrati ...

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MONSELICE. A pochi giorni di distanza dall’atto profanatorio nella chiesa di San Giacomo Apostolo, un altro brutto episodio scuote la comunità cristiana di Monselice. Ignoti hanno infatti portato via due corone d’argento dalla statua della Madonna del Pomo all’interno del duomo cittadino.

Il fatto risale a giovedì scorso, in un orario compreso probabilmente tra le 19, 30 e le 20, ed è stato reso noto ai fedeli dal parroco don Sandro Panizzolo durante la messa domenicale. I ladri sono entrati in chiesa e, approfittando di un momento in cui non c’era nessuno, si sono arrampicati sull’altare dedicato alla Madonna del Pomo, che è collocato sulla navata destra dell’edificio. Quindi, indisturbati, si sono avvicinati alla scultura e hanno rimosso le corone che si trovavano sulla testa della Vergine Maria e di Gesù Cristo, per poi dileguarsi.

Ad accorgersi della sparizione è stato lo stesso don Sandro passando davanti all’altare. La statua risale al Quattrocento ed è attribuita a un artista originario di Monselice, Domenico Di Paris. Inizialmente era posizionata in un oratorio privato di Battaglia Terme, prima di essere trasferita all’ombra della Rocca: prima nella chiesa di san Tommaso nel 1926 e poi nel duomo a partire dal 1956.

Le due coroncine rubate, in argento e di datazione quasi certamente successiva alla scultura, non sarebbero preziose: avevano però un importante significato devozionale e affettivo per i parrocchiani. Gli accertamenti dei carabinieri sono in corso: sembra che nell’ora del furto fuori dalla chiesa siano state viste due donne, ma il loro eventuale coinvolgimento è tutto da verificare.

Quel che è certo è che si tratta della seconda incursione in una chiesa cittadina in meno di una settimana. Ben più grave era stata quella di lunedì scorso ai danni della parrocchia di San Giacomo: tra le 17 e le 18 qualcuno aveva forzato la porticina del tabernacolo rubando due pissidi e il loro contenuto. Il timore era che ad agire possa essere stata una setta satanica per scopi rituali. Un’ipotesi fortunatamente scartata nel giro di pochi giorni: uno dei due calici con le particole consacrate all’interno è stato trovato in un angolo della chiesa, le ostie custodite nell’altro in un’aiuola di piazza XX settembre. I ladri si sono tenuti solo la pisside di maggior valore.

I carabinieri stanno ora indagando per cercare di capire se ci possa essere un nesso tra i due episodi, data anche la loro vicinanza temporale e spaziale: il duomo è collocato a poca distanza dalla chiesa di San Giacomo. «Queste azioni che vanno a colpire luoghi di culto sono da condannare fermamente» è il commento del consigliere delegato alla sicurezza Emanuele Rosina. L’assessore Andrea Tasinato si dice «basito per questo nuovo crudele gesto contro un simbolo cristiano».

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