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Capitale dilapidato chiesti milioni agli ex vertici Attiva

Politici componenti dei Cda fino al 2013 e revisori dei conti sotto accusa per scelte che hanno aumentato le perdite

CONSELVE. Una nuova tegola si abbatte sugli ex amministratori di Attiva, la società nata dalle ceneri della Cosecon e fallita nel 2013 sotto il peso di debiti per oltre 100 milioni di euro. Ed è proprio per i tentativi, tutti andati a monte, di salvare la Spa attraverso l’azzeramento del capitale sociale e i due accordi di ristrutturazione dei debiti, che i curatori fallimentari hanno citato davanti alla Sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Venezia gli ultimi due cons ...

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CONSELVE. Una nuova tegola si abbatte sugli ex amministratori di Attiva, la società nata dalle ceneri della Cosecon e fallita nel 2013 sotto il peso di debiti per oltre 100 milioni di euro. Ed è proprio per i tentativi, tutti andati a monte, di salvare la Spa attraverso l’azzeramento del capitale sociale e i due accordi di ristrutturazione dei debiti, che i curatori fallimentari hanno citato davanti alla Sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Venezia gli ultimi due consigli d’amministrazione di Attiva, in carica dal 2010 al 2013, insieme ai revisori dei conti.

Sedici in tutto gli ex amministratori, fra i quali sindaci ed ex sindaci del territorio, contro i quali i curatori fallimentari Michele Antonucci e Luca Pieretti hanno proposto davanti alla magistratura contabile l’azione di responsabilità per alcuni milioni di euro, a vario titolo e in diversa misura. Il prossimo 28 settembre dovranno comparire in udienza al Tribunale di Venezia Gian Michele Gambato residente a Rovigo, ex presidente di Attiva, gli ex amministratori o componenti del collegio sindacale Leonardo Antonio Cetera di Cittadella (già presidente dei Costruttori edili di Padova), Roberta Gallana sindaco di Este, Antonio Ruzzon vice sindaco di Conselve, Massimo Zanardo vice sindaco di Cartura, Denis Berto di Tribano, Luigi Basso di Padova, Maurizio Boccalon di Montagnana, Alessandro Maritan di Padova, Federico Grigoli di Verona, Sabrina Drago di Monselice, Dino Cavinato di Piazzola sul Brenta, Carlo Augenti di Saccolongo, Michele Zuin di Venezia, Giannicola Scarabello ex sindaco di Agna, Filippo Piazzon di Cartura.

Due le contestazioni mosse agli ex amministratori e revisori: da una parte la «condotta di prosecuzione dell’attività sociale nonostante l’avvenuta integrale perdita del capitale sociale», dall’altra la responsabilità di amministratori e sindaci per i costi sostenuti per il primo accordo e il nuovo accordo di ristrutturazione dei debiti. L’avvocato Roberto Nevoni ha ricostruito su mandato dei curatori fallimentari la storia finanziaria di Cosecon dal 2010 al dicembre 2013, data della dichiarazione del fallimento, e ha calcolato il danno. Per la perdita di capitale sociale gli ex consiglieri sono chiamati a rispondere per 1.621.398 euro, mentre i revisori dei conti per 1.719.775 euro. Per gli accordi di strutturazione invece il danno calcolato è di 1.110.574 euro, oltre agli interessi.