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«Un patto per salvare lo zucchero italiano»

PONTELONGO. Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari. Un tema...

PONTELONGO. Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari.

Un tema caldissimo che tocca da vicino lo stabilimento di Pontelongo e del quale si è discusso nei giorni scorso a Padova dove l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan ha incontrato il presidente della cooperativa Coprob Claudio Gallerani e i rappresentanti delle associazioni agricole. «Di fronte a ...

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PONTELONGO. Un “patto” in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari.

Un tema caldissimo che tocca da vicino lo stabilimento di Pontelongo e del quale si è discusso nei giorni scorso a Padova dove l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan ha incontrato il presidente della cooperativa Coprob Claudio Gallerani e i rappresentanti delle associazioni agricole. «Di fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi» ha sottolineato Pan insistendo anche su iniziative quali l’etichettatura tricolore per tutelare e difendere la riconoscibilità dei prodotti italiani, in particolare veneti ed emiliani, «e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro Governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere “made in Italy” rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro».

«In attesa che si costituisca il Governo, e di avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’Ue, Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiere agroindustriali sane, che rappresentano un valore aggiunto non solo per la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente».

Pan ha poi ricordato come la Regione abbia già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola.

«Grazie all’elevata qualità della barbabietola e al tipo di lavorazione» ha dichiarato il presidente provinciale di Cia Padova Roberto Betto, «le aziende italiane sono state riconosciute, per decenni, come le prime produttrici di zucchero a livello europeo. Sostenere la filiera e il patto per la difesa dello zucchero italiano è indispensabile».

«Abbiamo un patrimonio da tutelare»continua Betto, «e una qualità da garantire alla cittadinanza. Il tipo di trasformazione delle barbabietole e il grado zuccherino che si riesce ad ottenere dai nostri terreni le rende speciali rispetto a quelle prodotte in ogni altro paese europeo». (al.ce.)