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Ostellari: lascio una superLega Ma l’ala dissenziente dà forfait

La Lega fa le pentole, i diavoletti dissidenti fanno sparire i coperchi. Eletto in Senato, Andrea Ostellari cede il timone ad un commissario e si congeda convocando il direttivo provinciale per un...

La Lega fa le pentole, i diavoletti dissidenti fanno sparire i coperchi. Eletto in Senato, Andrea Ostellari cede il timone ad un commissario e si congeda convocando il direttivo provinciale per un bilancio del suo mandato, iniziato nell’ottobre del 2015 quando l’asse Massimo Bitonci-Roberto Marcato indusse i congressisti ad eleggerlo per acclamazione (unico dissenziente, nella circostanza, Paolo “Fantomas” Tonin, il sindaco di Campo San Martino). Molte luci e qualche ombra, come vedremo, ma ...

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La Lega fa le pentole, i diavoletti dissidenti fanno sparire i coperchi. Eletto in Senato, Andrea Ostellari cede il timone ad un commissario e si congeda convocando il direttivo provinciale per un bilancio del suo mandato, iniziato nell’ottobre del 2015 quando l’asse Massimo Bitonci-Roberto Marcato indusse i congressisti ad eleggerlo per acclamazione (unico dissenziente, nella circostanza, Paolo “Fantomas” Tonin, il sindaco di Campo San Martino). Molte luci e qualche ombra, come vedremo, ma la sorpresa della serata arriva dal forfait di tanti dirigenti: dei 17 aventi diritto di voto, ben 10 (la maggioranza) scelgono di disertare la riunione, destando lo sconcerto nel gran capo Gianantonio Da Re affiancato dal presidente del partito veneto, Bitonci. Nessuna traccia dei consiglieri regionali, rappresentanza parlamentare dimezzata: un messaggio inequivocabile in vista del congresso.

Ma Ostellari non si scompone e snocciola i traguardi conseguiti: «Penso alle tante serate informative che abbiamo promosso sul territorio, specialmente sul tema del referendum per l’autonomia del Veneto culminati in un successo strepitoso, e agli eccellenti dati elettorali raggiunti tanto nell’ottobre scorso, quanto il 4 marzo: 4 deputati e 1 senatore della Lega eletti, la coalizione di centrodestra vincitrice in tutti i collegi uninominali. Penso al record di iscritti dell’anno 2017, con 1473 soci sostenitori e 812 soci militanti, che tanto scalpore ha suscitato, segnando uno storico sorpasso con i tesserati del Pd. E poi la festa provinciale che la sezione è tornata ad organizzare dopo 15 anni, peraltro con l’innovativo format “La Gaetana”, apprezzato e imitato in altre province; le innumerevoli gazebate e alle trasferte che abbiamo organizzato, promosso o coordinato. Soprattutto mi conforta l’entusiasmo crescente che le proposte della Lega, grazie a Matteo Salvini e Luca Zaia, sta riscuotendo in fasce sempre più vaste della comunità padovana». Vabbé, tra tanti colpi di grancassa resta lo smacco nel capoluogo con l’ex sindaco Bitonci sfiduciato da un’ala della sua stessa maggioranza e sconfitto alle urne da Sergio Giordani... «Inutile negare che ci rimane l’amaro in bocca per qualche sfida persa alle elezioni amministrative del 2016 e del 2017 ma la delusione non ci priva della gioia per i risultati inattesi e vittoriosi ottenuti in alcuni comuni, finalmente strappati alla sinistra, quali Este, Arzergrande, Vigodarzere, Ospedaletto Euganeo».

Che altro? Da Re nominerà il fatidico commissario (si parla di un veterano extrapadovano), dopo la presentazione delle liste del test amministrativo, cioè il 12 maggio. Sarà lui a treghettare il partito - che scoppia di salute ma fatica a sedare le anime fiammeggianti che si contendono il comando - alla resa dei conti d’autunno: e i ribelli, facile profezia, saranno in prima fila.

Filippo Tosatto