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Ciclista muore tamponato da un’auto

Roberto Meggiotto, 67 anni, geometra di San Pietro in Gu, stava percorrendo la provinciale “della Fratellanza”

SAN PIETRO IN GU . Tragico incidente ieri ad Asiago per un ciclista padovano, rimasto ucciso nello scontro con un’auto. La vittima è Roberto Meggiotto, 67 anni, geometra di San Pietro in Gu, che stava percorrendo la strada provinciale “della Fratellanza” con direzione Bassano in sella alla sua bici da corsa.

Il dramma si è consumato poco dopo mezzogiorno quasi al confine con Lusiana, appena passato l’incrocio per la frazione Sasso di Asiago. L’uomo, per cause ancora al vaglio dei carabinieri, ...

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SAN PIETRO IN GU . Tragico incidente ieri ad Asiago per un ciclista padovano, rimasto ucciso nello scontro con un’auto. La vittima è Roberto Meggiotto, 67 anni, geometra di San Pietro in Gu, che stava percorrendo la strada provinciale “della Fratellanza” con direzione Bassano in sella alla sua bici da corsa.

Il dramma si è consumato poco dopo mezzogiorno quasi al confine con Lusiana, appena passato l’incrocio per la frazione Sasso di Asiago. L’uomo, per cause ancora al vaglio dei carabinieri, ha allargato la sua traiettoria finendo addosso alla Fiat Panda guidata da Fabio Forte, 46 anni, di Asiago. Il ciclista ha colpito il parafango anteriore destro della Panda e ha sfondato il parabrezza vicino al montante, prima di finire a terra e ruzzolare fino al cordolo laterale della carreggiata. Forte è immediatamente sceso per portare soccorso al ciclista, rendendosi però subito conto che l’uomo era in condizioni gravissime, e quindi ha chiesto a un automobilista di passaggio di telefonare ai soccorsi, visto che la zona è priva di copertura telefonica.

Sul posto sono arrivati i carabinieri. Inutile invece l’arrivo dell’ambulanza dell’ospedale di Asiago: i sanitari che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di Meggiotto. La strada è rimasta chiusa per circa due ore per consentire tutti i rilievi del caso e per raccogliere le testimonianze degli automobilisti che in quel momento stavano transitando.

Il conducente dell’auto, scosso, non ha voluto allontanarsi dalla salma fino a quando questa non è stata ricomposta dall’impresa funebre.

«Stavo andando verso Conco» racconta Fabio Forte «e ho visto il ciclista che pedalava sempre nella mia stessa direzione. Non stavo andando veloce e non ero neanche distratto. Ho allargato per superarlo e in quel momento il ciclista ha come sbandato a sinistra. Io ho cercato in tutti i modi di evitarlo ma la sua bici è finita contro l’angolo del parafango destro. Ad essere sincero, sono sceso per vedere come stava e per sgridarlo per la manovra pericolosa che aveva compiuto, invece ho visto che praticamente era già privo di vita. Sono sconvolto, penso alla famiglia a cui è arrivata la telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere».

Da una prima ricostruzione, Meggiotto voleva fare un’inversione di marcia e non si è accorto dell’arrivo della Fiat Panda, oppure si è sentito male e il malore ha provocato lo sbandamento.

La salma è a disposizione della Procura, che disporrà l’autopsia.

Una strada costellata di incidenti. E molti mortali. Il tratto della “Fratellanza” compreso tra località Campomezzavia di Asiago e Bocchetta Galgi di Conco, 4 chilometri di percorso tra boschi e pascoli, è uno dei tratti stradali più pericolosi della zona dell’Altopiano.

L’alternarsi di zone d’ombra e soleggiate, curve strette intervallate da rettilinei, molte stradine secondarie che si immettono sulla via, hanno provocato negli anni una serie di scontri, spesso mortali.

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