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Ladri di oli esausti per fabbricare biodiesel

Etra, raccolta a meno 30%: «Rubato e rivenduto al mercato nero il materiale stoccato negli ecocentri»

VIGONZA. Il valore commerciale degli oli esausti è stato scoperto anche dai ladri. A farne le spese è Etra che ha registrato un calo del 30% dell’olio domestico usato rispetto al 2016, quando di chili ne raccolse 197 mila. Nel 2017 “solo” 150.900. «Un calo dovuto non a una diminuzione dell’impegno degli utenti ma a una brutta pratica che sta prendendo piede», spiega il presidente Etra Andrea Levorato. «Ci sono persone che hanno scoperto questo business e arrivano di notte con autopompe per ...

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VIGONZA. Il valore commerciale degli oli esausti è stato scoperto anche dai ladri. A farne le spese è Etra che ha registrato un calo del 30% dell’olio domestico usato rispetto al 2016, quando di chili ne raccolse 197 mila. Nel 2017 “solo” 150.900. «Un calo dovuto non a una diminuzione dell’impegno degli utenti ma a una brutta pratica che sta prendendo piede», spiega il presidente Etra Andrea Levorato. «Ci sono persone che hanno scoperto questo business e arrivano di notte con autopompe per aspirare olio dalle cisterne. Dall’olio domestico si ricava biodisel, carburante che ha un ottimo mercato. Peccato però che gli autori di questi furti non si preoccupano poi di concludere il ciclo con un corretto smaltimento».

Un esempio virtuoso dell’uso di biodiesel lo si può trovare a Carmignano di Brenta, dove Etra ha un impianto che utilizza questo prodotto per riscaldare la scuola di quel comune. Ma i furti non riguardano solo l’olio esausto, c'è un altro mercato nero altrettanto redditizio. «Ci sono anche persone che si aggirano nei pressi degli ecocentri e fermano gli utenti che conferiscono elettrodomestici ricchi di materiale ferroso, di metalli che hanno un valore commerciale tipo il rame e altri metalli inseriti all’interno dei circuiti», aggiunge Levorato, «spesso si crede di dare una mano a queste persone lasciando loro i propri rifiuti. Ma non pensano certo a riaggiustarli e riutilizzarli per le loro famiglia, bensì a smembrarli per ricavare quanto di prezioso possono contenere. Infatti gran parte di questi rifiuti, una volta sottratto il ricavabile, li troviamo lungo gli argini o sui fossi con un danno ambientale, in quanto spesso contengono materiali pericolosi, ed economico, perché significa che quel comune si troverà un ulteriore peso sul piano finanziario, gravato da servizi aggiuntivi che vengono svolti su richiesta e a pagamento». Etra dunque raccomanda di non consegnare questo materiale a persone non autorizzate ma di conferirlo solo negli ecocentri perché altrimenti si attivano flussi non autorizzati che spesso portano a grosse problematiche. Riciclare è un impegno che porta benefici. Con il riciclo Etra è infatti riuscita ad abbattere le bollette di 12 euro a persona contro la media nazionale di 6 euro e di 10 euro della media veneta.

Giusy Andreoli